Politica

Richiesto il piano di monitoraggio ambientale sul Data center

Presentata una mozione dalle forze di opposizione segratesi: “Chiediamo che i dati vengano resi pubblici”

Richiesto il piano di monitoraggio ambientale sul Data center
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Inizia ad entrare nel vivo il dibattito sul nuovo Data center di Segrate, in costruzione su nell’area ex-CISE, nel quartiere di Redecesio. Ad incalzare sul tema è la lista di minoranza AmiAmo Segrate, che sostenuta dall’intera opposizione, ha presentato il 5 ottobre 2026 una mozione sul piano di monitoraggio ambientale del nuovo colosso.

Il contenuto delle richieste

Un atto che serve a chiedere all’amministrazione risposte concrete sull’impatto che Mil1 avrà in termini di emissioni.

Il Piano di Monitoraggio Ambientale stabilisce dove verranno collocate le centraline per procedere alle misurazioni delle emissioni in atmosfera derivanti dai fumi prodotti dai 22camini alti 30 metri del data center, e verificare se vengono rispettati i limiti posti a tutela della salute e dell’ambiente. Il Piano ad oggi non prevede centraline nei punti sensibili individuati dalla Valutazione di impatto atmosferico e in particolare non ci sono centraline presso le scuole, che sono collocate a meno di trecento metri dal data center, né presso le abitazioni più vicine, che si trovano a meno di centosettanta metri. Inoltre non è previsto un piano di monitoraggio della qualità delle acque di falda per la fase di esercizio dell’impianto (chiesto dal Ministero dell’Ambiente e poi ritenuto non necessario nel Rapporto Ambientale), pur trattandosi di un’area dove si potrebbero realizzare sversamenti, dal momento che verranno interrati serbatoi di gasolio e che la falda si trova a soli cinque metri di profondità.

Al vaglio anche la misurazione del rumore:

Insoddisfacente ad oggi è anche la modalità con cui è prevista la rilevazione del rumore, che è stata circoscritta ad un’unica giornata e si chiede invece sia estesa a più giornate e a diverse stagioni, comprendendo misurazioni notturne e che le rilevazioni vengano effettuate nei pressi di scuole e abitazioni. Si chiede inoltre che il monitoraggio non si fermi dopo due anni, mentre l’impianto sta ancora crescendo, come attualmente previsto ma prosegua durante la fase di esercizio.

La richiesta finale, avanzata dal gruppo, è che i risultati di tutte le misurazioni siano resi pubblici. Sostengono infatti, che ad oggi i dati di queste misurazioni ci siano ma lasciati unicamente nella disponibilità dell’azienda che sta realizzando il Data Center, salvo che qualcuno ne faccia espressamente richiesta. Con la mozione si chiede, quindi, che questi dati siano trasmessi d’ufficio al Comune entro trenta giorni dalla loro redazione

Ha dichiarato Manuela Mongili, capogruppo di AmiAmo Segrate:

Auspichiamo che questo lavoro possa diventare un punto di riferimento per i numerosi comitati di cittadini che si stanno organizzando a Segrate ma non solo, anche in Lombardia dove ad oggi ci sono circa 65 data, di cui la stragrande maggioranza (49) concentrati nell’area metropolitana di Milano. AmiAmo Segrate, al di là di ogni logica di schieramento politico ed avendo come unico obiettivo la tutela della salute e dell’ambiente, vuole portare avanti un’azione concreta e sinergica, che parta dal basso e metta in campo iniziative mirate ad ottenere controlli effettivi che consentano di analizzare ed elaborare dati relativi a tutti i territori, in modo da poter valutare l’impatto cumulativo dei Data Cener autorizzati sull’intera area della provincia di Milano.

 

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