il caso

Protesta a Cassina de' Pecchi contro il regolamento "anti-prostituzione"

Contestato l'articolo 23 che individua e vieta l'attività di meretricio sulla base di comportamento e abbigliamento.

Protesta a Cassina de' Pecchi contro il regolamento "anti-prostituzione"
Politica Martesana, 30 Aprile 2021 ore 20:37

Si sono trovati oggi venerdì 30 aprile 2021 sotto il Comune di Cassina de' Pecchi per protestare contro il nuovo Regolamento di polizia urbana, quello definito "anti-prostituzione".

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Striscioni e slogan in contemporanea al Consiglio

L'iniziativa è iniziata alle 19 in contemporanea con i lavori del Consiglio comunale (a distanza per via dell'emergenza sanitaria) durante il quale è prevista la discussione e approvazione del punto. Contestato l'articolo 23 che vieta il meretrico identificato sulla base di atteggiamenti e abbigliamento che il soggetto che lo pratica assume.

"Il fatto grave è che tale articolo è stato preceduto dal post dell'assessore alla Scuola Gianluigi De Sanctis sul catcalling - ha sostenuto Tommaso Chiarella, portavoce dei Verdi Martesana - Non c'è un problema di prostituzione a Cassina, come non c'è un problema di campi rom. Ma il documento contiene un riferimento anche a questo. O non ha letto il regolamento o era cosciente del contenuto. In entrambi i casi crediamo che le dimissioni siano la scelta più opportuna".

"Quanto accaduto è spiacevole - ha detto l'ex assessora all'Istruzione Laura Vecchi - Speriamo che sia l'occasione per correggere tutti i regolamenti di polizia urbana già approvati in Italia che contengono analoghe ignobili classificazioni e giudizi sulla base dell'abbigliamento e del comportamento".

"Il fatto grave è l'insufficiente presa di distanza della maggioranza dall'assessore che aveva condiviso quel post sul catcalling - ha detto Andrea Parma del Pd Cassina - Non ci sono sviste. E' il modo di fare della Lega. Se fossi stato il sindaco avrei tolto a De Sanctis la delega alla Scuola".

A presidiare la protesta una nutrita rappresentanza delle Forze dell'ordine. Molti i cartelli esposti a favore di telecamere e macchine fotografiche: "My body is my choice"; "Non è il mio atteggiamento, è il tuo comportamento"; "Libere di scegliere".