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Primo Consiglio a Melzo: presentata la Giunta, il nuovo presidente e sono subito scintille

Il centrodestra ha abbandonato la sala consiliare in aperta protesta contro la forzatura della maggioranza di portare in approvazione due punti relativi al bilancio.

Primo Consiglio a Melzo: presentata la Giunta, il nuovo presidente e sono subito scintille
Politica 19 Luglio 2022 ore 10:07

Il primo Consiglio comunale di Melzo, tenutosi ieri lunedì 18 luglio 2022,  ha inaugurato il secondo mandato del neo rieletto sindaco Antonio Fusè. Una seduta contrassegnata dalla nomina dei componenti di Giunta, dall'elezione di presidente e vicepresidente dell'assisa e  dalle scintille per due punti all'ordine del giorno che hanno comportato l'abbandono dell'aula di una parte della minoranza.

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Il Primo Consiglio comunale a Melzo

Tante facce nuove tra i banchi del Consiglio comunale, tanto in maggioranza quanto in minoranza. I maggiori cambiamenti, però, sono nella compagine delle Liste Civiche che ha visto il ritorno tra i banchi in veste di consiglieri per due colonne delle Liste, Valentina Francapi Flavio Forloni, la riconferma di Federico Moizo (nominato presidente del Consiglio), Silvia BombelliAldo Luppino, il ritorno tra i banchi degli amministratori dell'ex assessore Massimo Del Signore. Tra le novità, invece, la nomina di Roberto Fabbri, Emidio De Cunto, Raffaella Pizzo Ivan Bragaglio. Oltre a loro, ovviamente, il sindaco che riveste anche il ruolo di consigliere portando la maggioranza a 11 componenti su 17 membri totali.

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Aldo Luppino

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Ivan Bragaglio

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Silvia Bombelli

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Roberto Fabbri

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Raffaella Pizzo

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Federico Moizo

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Massimo del Signore

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Flavio Forloni

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Valentina Francapi

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Emidio De Cunto

 

Per quanto riguarda la minoranza, due nuovi volti per il centrodestra che schiera oltre al veterano Mauro Andreoni della Lega, Luca Mosconi alla sua seconda consiliatura (la prima era stata con le civiche da cui era uscito l'ultimo anno di mandato) e le new entry Franco Guzzetti (candidato sindaco) e Edoardo Bernabovi, giovane esponente di Fratelli d'Italia che ha ottenuto il maggior numero assoluto di preferenze e che è stato nominato vice presidente del Consiglio comunale. Per il Partito democratico, invece, i due eletti sono Rocco Martelli (candidato sindaco della coalizione) e la esperta dem Veronica "Pinuccia" Banfi.

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Mauro Andreoni

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Luca Mosconi

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Franco Guzzetti

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Edoardo Bernabovi

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Rocco Martelli

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Veronica Pinuccia Banfi

Nominata la giunta

Dopo il tradizionale giuramento da parte del sindaco Fusè, spazio al momento più atteso: la nomina della Giunta. E le attese non sono state tradite visto che, come preannunciato, il primo cittadini ha scelto la strada del completo rinnovo. Rispetto al primo mandato amministrativo, infatti, l'unico assessore confermato è stato Francesco Ferrari con delega ai Lavori Pubblici e al Commercio. Va detto che lo scorso mandato aveva avuto meno di un anno di tempo per lavorare, considerando che era stato chiamato in Giunta proprio al posto del dimissionario Guzzetti.

La carica di vicesindaco con delega all'Urbanistica, invece, come da pronostico è andata all'architetto Lino Ladini, alla sua prima esperienza amministrativa dopo aver rivestito differenti ruoli politici e tecnici nelle Liste civiche e nelle partecipate comunali. Al Bilancio, invece, prosegue la tradizione degli ex banchieri, con Giuseppe Alchieri scelto per succedere a Forloni (ex direttore di banca) che a sua volta aveva preso il posto dello stesso sindaco Fusè che, con la giunta Perego, si era proprio occupato di Finanze... e anche lui è stato un direttore di banca prima del pensionamento.

La componente rosa, invece, era dimezzata per il primo consiglio. Infatti Sara Cannizzo, professoressa delle scuole medie scelta per ricoprire il ruolo di assessore all'Istruzione e allo Sport, era assente causa positività al Covid. Presente, invece, la seconda donna, Francesca Moratti, che ha preso le deleghe ai Servizi alla persone ricevendo il testimone da Francapi che ha rivestito il ruolo per due mandati (uno con Fusè e uno con Perego).

Da sinistra Francesca Moratti, Lino Ladini, Antonio Fusè, Francesco Ferrari e Giuseppe Alchieri

Subito le prime scintille

Terminate le fasi più "burocratiche" e dopo i discorsi dei vari rappresentanti di maggioranza e minoranza, spazio... alla polemica. Sì perché il primo Consiglio comunale è stato contraddistinto da un nuovo record: l'abbandono della sala consiliare di una parte della minoranza alla prima seduta, un fatto mai accaduto (a memoria).

Casus Belli la scelta da parte delle Liste civiche di inserire all'ordine del giorno due punti "operativi": l'approvazione di una variazione di Bilancio e gli equilibri, e un debito fuori bilancio da poco più di mille euro. A mandare su  tutte le furie la minoranza, e in particolare il centrodestra, non è stato il contenuto degli argomenti trattati, quanto invece la modalità con cui sono stati presentati. Perché essendo il primo Consiglio in assoluto, non c'è stato modo di convocare la Commissione consiliare prima dell'assise.

Se Mosconi ha puntato il dito contro il sindaco denunciando l'illegittimità della scelta, Andreoni ha posto l'accento sull'aspetto più politico di chiedere ai consiglieri, di maggioranza e minoranza, di votare a scatola chiusa due punti che non sono stati discussi in commissione, per cui non c'è stato dunque modo di chiedere chiarimenti e spiegazioni. Andreoni  ha anche sottolineato l'assurdità per cui a presentare i due punti non è stato l'assessore al Bilancio (nominato solo la mattina stessa), ma l'ex delegato Forloni che attualmente siede tra i banchi di Insieme per Melzo come consigliere.

A chiarire sulla legittimità dei punti ci ha pensato la futura segretaria comunale Nunzia Francesca Tavella (entrerà in servizio ufficialmente a partire dall'1 settembre quando andrà in pensione Priscilla Latela) che, in punta di diritto come la miglior fiorettista, ha spiegato come non essendo ancora costituita la Commissione non c'era la necessità di convocarla prima di portare in discussione due punti che hanno carattere di urgenza: gli equilibri poiché la scadenza per l'approvazione è fissata al 31 luglio, e il debito fuori bilancio perché è obbligatoria la presa d'atto al primo Consiglio disponibile.

Spiegazione che non ha convinto il centrodestra che ha scelto, come annunciato, di lasciare il Consiglio comunale anzitempo, abbandonando la seduta. Insomma, se queste sono le premesse si prospettano cinque anni "intensi".

L'articolo completo con gli approfondimenti lo potrete trovare sulla Gazzetta della Martesana in edicola e nella versione sfogliabile online a partire da sabato 23 luglio 2022. 

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