Dall’ultimo piano delle opere triennali di Segrate, il milione che fu stanziato per il 2026 dedicato al progetto del Chilometro Verde ha acceso il dibattito con l’Associazione Nuove Prospettive di cui è portavoce Massimiliano Rositano. Dal milione si è poi passati all’accusa di sperpero di denaro pubblico riprendendo il preventivo dei 51 milioni che fu fatto all’alba del progetto.
La risposta dell’Amministrazione
Il sindaco Francesco Di Chio e l’assessore alla Mobilità, Federico Amietta, hanno subito spiegato:
Il milione è stato stanziato, rimanendo molto larghi, per la fase zero. Quella in cui si andrà a studiare e monitorare il traffico e i flussi che subirà con le diverse variaziono”
Uno studio che durerà mesi ma che risulta propedeutico per tutta una serie di modifiche interne come la progettazione effettiva del stesso Chilometro Verde e la costruzione di un nuovo ponte che attraversi lo snodo ferroviario fornendo un’alternativa a quello degli Specchietti.
Lo stanziamento di un milione per questa fase, avrà in realtà un costo nettamente inferiore che comprende anche l’acquisto della segnaletica verticale e orizzontale necessaria per la chiusura temporanea di alcuni tratti della vecchia Cassanese.
Anche i 51 milioni citati sono un’esagerazione voluta che comprendeva i costi di rifacimento dell’intera area per i costi di mercato. Un modo per avere in mano lo scenario completo ma senza vincoli. Ha spiegato il sindaco:
Nel progetto si è chiesto il costo per rifare tutta l’area, tre chilometri per trenta metri, compresi i servizi, secondo i parametri di costruzione. In realtà molti di questi e degli spazi ci sono e verranno tenuti. Modificare la pavimentazione e relative piantumazioni costerà molto meno. Per capire cosa fare e stendere un progetto con relativi oneri bisognerà comunque attendere gli studi sul monitoraggio del traffico e sulla verifica delle condizioni per la chiusura di una corsia. Neanche noi riteniamo di poter o dover spendere tanto, le priorità sono altre come le scuole.
L’obiettivo dell’unica corsia
Il problema principale che si teme con l’apertura della nuova arteria, la Cassanese Moderna, è che la Vecchia si riempia con il traffico della Padana, che attraversa Vimodrone, collegando la Martesana a Milano. La nota statale è una strada a scorrimento lento, ad un corsia e diversi rilevatori di velocità. In questi casi gli studi di trasportistica portati dall’Amministrazione, prevedono che il traffico andrà a dirottarsi dalla Padana alla Vecchia Cassanese, lasciata a due corsie.
Questo il grande tema, togliere del traffico per ospitarne altro. Se così fosse, l’obiettivo di rendere la vecchia Cassanese ad una corsia, rendendola quindi meno attrattiva, assume un’altra forma. Si attenderanno quindi i risultati degli studi di monitoraggio del traffico veicolare prima di qualsiasi altra scelta.
Dal canto suo l’associazione Nuove prospettive di Segrate pretende partecipazione e continua a lavorare per la raccolta firme necessaria a chiedere un Referendum sul progetto.