Nuove misure per contrastare le baby gang
“Lombardia in prima fila nel contrasto al disagio sociale, alle violenze minorili e per introdurre nuove misure rieducative compresa la giustizia riparativa”

La legge regionale 1/2017 cambia nome e non riguarda più soltanto il bullismo e il cyberbullismo: d’ora in poi mette in campo e sostiene anche nuovi interventi regionali destinati a prevenire e contrastare il “fenomeno delle baby gang che compiono atti illegali o criminali”.
Modificata la legge regionale
Lo ha deciso ieri, mercoledì 26 marzo 2025, la Commissione regionale Cultura, presieduta da Anna Dotti (FdI), approvando a maggioranza le modifiche alla legge con l’introduzione di integrazioni e miglioramenti rispetto al testo del 2017.
Esprimo soddisfazione per un provvedimento che focalizza ulteriormente l’attenzione su un tema particolarmente delicato e che interessa da vicino famiglie e giovani – sottolinea la Presidente Dotti - evidenziando la necessità di fare sinergia per promuovere la cultura della prevenzione e della legalità.
Quello delle baby gang è un problema nazionale, particolarmente diffuso nelle grandi città e nelle periferie nel Nord Italia
Va affrontato con determinazione per evitare che questo fenomeno dilaghi ulteriormente. Bene l’approvazione di oggi in Commissione della proposta di legge, una iniziativa fortemente voluta dalla Lega per contrastare le violenze, gestire i reati commessi da minori, nella maggior parte dei casi di origine nordafricana, e introdurre misure per facilitare la rieducazione degli stessi con un approccio complessivo che affronta sia il disagio giovanile sia le tematiche della sicurezza urbana
ha aggiunto il relatore del provvedimento, Floriano Massardi (Lega).
Prevenzione e riqualificazione degli spazi
In particolare, le misure approvate riguardano la prevenzione sociale nelle aree dove è più diffusa la presenza di bande minorili e la riqualificazione degli spazi attraverso il sostegno di iniziative urbanistiche, culturali, educative, sociali e sportive. La nuova legge prevede anche sportelli di ascolto e aiuto, analisi sociale dei fenomeni di illegalità collegati a baby gang e allo ‘street bullying’ (il bullismo minorile di strada), percorsi di servizio sociale obbligatorio o di lavoro socialmente utile per i minori autori di reati e percorsi di formazione, informazione e sensibilizzazione per operatori sanitari, sociali, sportivi, economici e per gli agenti della polizia locale.
Completano il quadro normativo le novità relative alla composizione della Consulta regionale sul tema e alla stipula di protocolli di intesa.
Consulta regionale, di cosa si tratta
La Consulta regionale, che è istituita presso la Giunta con l’obiettivo di acquisire informazioni sul fenomeno delle baby gang, è oggi costituita da persone che fanno capo all’amministrazione regionale, al mondo della scuola, al Terzo settore e alle associazioni familiari. Con le modifiche introdotte si prevede anche la presenza di un rappresentante dei giovani e la possibilità di estenderne la partecipazione anche a esponenti di amministrazioni competenti in materia di giustizia minorile e sicurezza.
Quanto ai protocolli di intesa, si stabilisce che la Regione possa sottoscriverne di specifici con le Amministrazioni locali e statali per realizzare programmi di sensibilizzazione, informazione e formazione per i minori e le loro famiglie; nonché di sostegno a favore delle vittime e di promozione di giustizia riparativa. Nell’ambito di questi protocolli sarà anche possibile coinvolgere operatori sociali e del mondo scolastico per promuovere iniziative atte a individuare dinamiche familiari caratterizzate da inadeguatezza educativa o scarso controllo genitoriale.
Per il triennio 2025-2027 saranno messi a disposizione 200.000 euro per il rafforzamento della prevenzione sociale e altrettanti per il contrasto allo ‘street bullying’. Ulteriori 300.000 euro, infine, serviranno per la realizzazione di percorsi formativi, compresi quelli del personale dedicato al contrasto delle bande giovanili.