“Il Gruppo misto è fuori dalla maggioranza”. Potrebbe essere titolato così il comunicato che Pd, Cologno Solidale e Democratica, Cologno Libera, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno diffuso venerdì 30 ottobre 2026. E in calce al quale, infatti, non compare il Gm, che vede al suo interno l’ex capogruppo dem Luciano Cetrullo e Alessandro Morsilli.
“Il Gruppo misto è fuori dalla maggioranza”
Una nota che è arrivata al termine di mesi durante i quali tra le parti è suonato o il silenzio o chiari attriti e divergenze di vedute.
“Governare una città significa condividere un percorso, assumersi responsabilità e garantire coerenza tra le scelte politiche e il comportamento nelle sedi istituzionali – hanno sottolineato le cinque liste – La dialettica e il confronto sono sempre legittimi, ma non possono tradursi in una costante mancanza di partecipazione e di sostegno, anche su punti qualificanti dell’azione amministrativa”.
Le “accuse” agli ex dem Cetrullo e Morsilli
Poi l’elenco di “comportamenti reiterati” da parte del Gruppo misto.
“La persistente assenza alle riunioni di maggioranza, comprese quelle convocate appositamente al fine di chiarirsi e avviare un confronto costruttivo, e l’astensione o le uscite volontarie dall’aula consiliare per non partecipare alle votazioni su temi chiave, come il Dup e le variazioni di bilancio, implicano di fatto un mancato sostegno delle linee di mandato presentate agli elettori – hanno aggiunto – Pertanto, le forze di coalizione di centrosinistra che sostengono la Giunta Zanelli prendono atto che i consiglieri comunali Luciano Cetrullo e Alessandro Morsilli non si riconoscono nell’azione dell’Amministrazione e anzi si pongono al di fuori della maggioranza. La coalizione prosegue unita, solida e determinata nel portare avanti l’attività amministrativa nell’esclusivo interesse della città”.
All’elenco riportato si dovrebbe aggiungere anche il recentissimo voto contrario del Gm al Regolamento che disciplina l’imminente entrata in funzione dei parcheggi a pagamento.
La replica degli “espulsi”
Di ben altro taglio il punto di vista di Cetrullo e Morsilli.
“Amministrare una città non significa pretendere uniformità di pensiero, né scambiare la fedeltà politica con l’obbligo di approvare ogni decisione – hanno sottolineato in una nota congiunta – Significa avere una visione, confrontarsi anche quando è scomodo e trovare soluzioni nell’interesse della comunità. Quando si cerca di evitare il confronto o si pensa di essere gli unici detentori della verità, le critiche possono diventare fastidiose e le divergenze vengono considerate come un problema da isolare piuttosto che vederle come un’opportunità per migliorare l’azione politico-amministrativa. In questi casi non è il dissenso a indebolire la politica, ma è la politica che dimostra di non saperlo gestire”.
Per gli ex dem, lealtà non fa rima con tacere. E non significa “votare sempre e comunque secondo le indicazioni ricevute – hanno aggiunto – Anche la coerenza non si misura con il metro dell’adattabilità alle scelte a volte assurde prese da altri, ma con la capacità di sostenere le proprie idee elaborate all’interno di un percorso politico condiviso, assumendosene fino in fondo le relative conseguenze. Nel nostro caso, abbiamo tenuto sempre un comportamento adeguato e coerente con il Programma elettorale proposto ai cittadini e continueremo a farlo con libertà di pensiero”.
Certo è che le posizioni tra la maggioranza (della maggioranza) e il Gruppo misto si erano allontanate nel corso dei mesi.
“Crediamo in una politica diversa, seria, capace di superare i personalismi e di ascoltare, di mettere in discussione anche le proprie scelte e di riconoscere che nessuna maggioranza possiede il monopolio della verità – hanno proseguito Cetrullo e Morsilli – Una politica che non abbia paura delle voci critiche e che non simuli con il silenzio una compattezza solo di facciata. Ci riconosciamo con l’azione dell’Amministrazione quando questa interpreta con buon senso ed equilibrio il programma elettorale, intercettando i reali bisogni dei cittadini; questo l’abbiamo fatto e continueremo a farlo nell’ambito del Consiglio comunale. Chi è davvero sicuro della propria azione amministrativa non teme il confronto, ma lo cerca, per trovare delle soluzioni condivise migliori”.
“La politica non è obbedienza”
Per i due Cologno non ha bisogno di “yes men”, ma di persone “che siano coscienti delle proprie scelte, delle ricadute generali e che abbiano il coraggio di dire di no quando serve; non rinunciando mai alla propria autonomia di giudizio, non sconfessando i contenuti del programma elettorale, ma non asservendosi a logiche di partito o di appartenenza. A Cologno Monzese serve un confronto serio sul futuro della città, sulle priorità amministrative, sulla qualità delle decisioni e sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone. Non una politica ripiegata sulla difesa degli equilibri interni, nella quale la conservazione degli assetti, dei posti, rischia di diventare più importante dei risultati. La politica non è obbedienza. E’ responsabilità, coerenza e coraggio. Il resto è gestione del potere”.
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