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Il caso

Guerra sulla variante di Cernusco sul Naviglio: "Città metropolitana l'ha affossata". L'assessore smetisce

Il documento urbanistico su cui a dicembre si era spaccata l'alleanza tra Pd e Vivere Cernusco scalda anche la campagna elettorale.

Guerra sulla variante di Cernusco sul Naviglio: "Città metropolitana l'ha affossata". L'assessore smetisce
Politica Martesana, 09 Giugno 2022 ore 10:51

E' sempre guerra sulla variante parziale al Pgt (il Piano di governo del territorio) di Cernusco sul Naviglio. Una "telenovela" iniziata due anni e mezzo fa e che non si è ancora conclusa. E ora, dopo l'adozione in Consiglio comunale, è arrivato il parere di Città metropolitana che fa molto discutere. Anche perché domenica 12 giugno 2022 si vota per il nuovo sindaco.

La variante della discordia di Cernusco

Il documento è quello nato per ampliare il centro sportivo di via Buonarroti e permettere la costruzione del nuovo campo da baseball. Ma all'interno c'è anche il nodo più spinoso, uno degli elementi che hanno spaccato l'alleanza tra Vivere Cernusco e Pd. Si tratta dell'edificazione in via Cevedale dove si è trovato un accordo con i costruttori per ridurre le volumetrie del 25% invece che del 15% previsto inizialmente, in cambio dell'eliminazione dell'edilizia convenzionata.

L'adozione della variante da parte del Consiglio è avvenuta poco prima di Natale. Il documento è stato pubblicato per la pubblica visione per un mese e per altre trenta giorni è stato possibile presentare osservazioni. Ma Città metropolitana di giorni ne aveva 120 e le conclusioni sono arrivate da poco. Non è il pollice all'insù che ci si aspettava.

Grazie agli stralci dei documenti fatti circolare dalle minoranze si apprende che il sindaco metropolitano (Beppe Sala, ndr) a seguito della disamina degli elementi strategico-ambientali della variante in oggetto, ha espresso parere condizionato  chiedendo (in merito proprio al piano di via Cevedale, dove si prevede la cancellazione dell'edilizia convenzionata in cambio della riduzione del 25% delle volumetrie) di

"verificare il fabbisogno abitativo di suddette fasce della popolazione e di valutare una soluzione alternativa equivalente a quella offerta dalla destinazione d’uso uR3 che la Variante propone di eliminare”

Inoltre

"L’interesse pubblico generato dalla riduzione della Slp che il cambiamento di tale destinazione d’uso comporterebbe, viene ricondotto alla cessione di aree a servizi in ambito paesaggistico, che esulano dalla domanda specifica di spazi abitativi da riservare a chi si trovi in particolari situazioni socialmente critiche e di emergenza abitativa”.

Questioni molto tecniche che per i detrattori del documento contengono in realtà una sostanziale bocciatura dell'operazione:

"Pertanto i dubbi e le perplessità rappresentate in consiglio Comunale trovano ampi riscontri nel decreto del sindaco metropolitano - hanno sostenuto i consiglieri Manuela Longoni e Maurizio Rosci (Pd), Lorella Villa (M5s, ora candidata con Vivere Cernusco), Chiara Beniamino e Giordano Marchetti (Vivere), Luca Cecchinato e Lino Ratti (Lega) e Daniele Cassamagnaghi (Forza Italia, candidato del centrodestra) - Naturalmente tutto è rimasto chiuso nelle segrete stanze, nonostante ci fosse tempo e modo di comunicarlo in Consiglio comunale o almeno in Commissione Territorio.

Non solo: ancora una volta l’Amministrazione Zacchetti non ha perso occasione per fare una pessima figura, redigendo una raffazzonata variante urbanistica, che obbligherà il Comune a rivedere ed eliminare, prima della sua definitiva approvazione, ogni riferimento al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in quanto superato e integralmente sostituito dal Piano Territoriale Metropolitano vigente con data antecedente all’approvazione della Variante parziale n. 2, il che significa rivedere completamente le norme relative alla variante al Pgt, gli elaborati cartografici e i contenuti della relazione".

Parole che per l'assessore alla partita Paolo Della Cagnoletta nascondono una mera propaganda elettorale e che sono finalizzate a confondere i cittadini. Non si tratterebbe di una bocciatura, anzi, a suo dire basterebbe aggiornare Città metropolitana relativamente ad alcuni documenti e la variante, passate le elezioni, può tranquillamente tornare in Consiglio per l'approvazione definitiva.

"E’ prassi che nell’interlocuzione fra uffici diversi i pareri siano condizionati - ha scritto in un comunicato - A livello tecnico Città Metropolitana ha svolto alcune considerazioni. Quelle positive ovviamente non sono riportate nel comunicato dell’opposizione. Per le altre gli uffici del Comune svolgono a loro volta le proprie specificazioni volte a spiegare il contenuto degli atti. Questo è tipico di ogni fase di valutazione di osservazioni tra adozione e approvazione di una variante. Ciò che conta è l’atto finale, l’istruttoria è ricca di rimandi e corrispondenze che hanno proprio lo scopo di spiegare.

Quindi è successa una cosa tipica della storia di questa consiliatura: gli atti non sono conclusi, si raccolgono informazioni parziali dagli uffici (probabilmente con l’aiuto di qualche funzionario compiacente) sull’istruttoria ancora in corso, si porta l’istruttoria a livello pubblico per denunciare fatti inesistenti imputando alla maggioranza errori e misfatti che semplicemente non esistono.

La variante prosegue il suo iter e sarà giudicata solo al suo termine, non essendo i consiglieri di opposizione diventati gli istruttori degli atti che tanto desiderebbero poter distruggere, come d’altra parte non sono né il Procuratore della Corte dei Conti, né il Tar o altre autorità, invocate quando, evidentemente, non si sa più cosa dire".

Anche il sindaco Ermanno Zacchetti ha detto la sua: "Riferisco anche quello la vicesindaca metropolitana Michela Palestra che segue il procedimento mi ha detto e mi ha autorizzato a divulgare. Siamo nel campo meramente tecnico, come è normale in questi casi. Dire che Sala respinge il documento è pura disinformazione ai fini della propaganda elettorale. C'è una corrispondenza tra uffici tecnici, che non inficia assolutamente l'iter procedurale della variante".

(Consiglieri di minoranza contro l'Amministrazione. Foto repertorio)

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