Lombardia, terra di tradizioni, arte, cultura: un patrimonio che vanta primati ed eccellenze dai capolavori della pittura e della scultura ai grandi monumenti storici ed ambientali, dai siti Unesco come Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano, i Sacri Monti e l’Arte Rupestre della Valle Camonica, fino all’Arte del Saper Fare Liutario Tradizionale a Cremona, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Una ricchezza che rappresenta identità, sviluppo economico e attrattività internazionale per l’intero territorio lombardo.
73 milioni di euro per la cultura in Lombardia
Ha così commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia l’approvazione del provvedimento in Consiglio regionale, che ribadisce la centralità delle identità locali all’interno delle politiche di sviluppo economico della Giunta:
«Regione Lombardia, attraverso l’operato dell’assessore Francesca Caruso, ha posto in essere una programmazione di lungo periodo capace di valorizzare e liberare il potenziale economico del territorio, tutelare la ricchezza diffusa delle valli e dei piccoli borghi storici e garantire un accesso paritario alla bellezza»,
Un piano in cui gli investimenti sono notevoli:
«Nel triennio 2026-2028, attraverso questo Pda, destiniamo 73 milioni di euro complessivi – 26,5 milioni nel 2026, 25,3 milioni nel 2027, 21,8 milioni nel 2028 – provenienti da stanziamenti regionali, risorse Fesr, Pnrr, Fondazione Cariplo e sistema camerale», ha precisato Garavaglia.
Nel merito, tra i punti più qualificanti della manovra figura il forte investimento sul patrimonio diffuso, incluse l’attivazione di una misura finanziaria specifica per il restauro e l’apertura pubblica dei beni ecclesiastici e la tutela degli elementi tipici del paesaggio rurale.
«Tra le diverse risorse sono previsti 18 milioni di euro per i Piani Integrati della Cultura, che valorizzano i territori e promuovono turismo e occupazione. La delibera destina 998mila euro l’anno a progetti per anziani e persone fragili, investe nella digitalizzazione, nell’accessibilità, nella fascia 0-6 anni mediante il programma “Nati per Leggere” e l’istituzione del Patto Regionale per la Lettura» ha concluso Garavaglia.