La vittoria è arrivata già al primo turno, in una tornata elettorale che ha visto votare il 54,39% degli aventi diritto. Si tratta di un risultato che tocca tutta Segrate, con il centrosinistra che ha ottenuto vittorie anche nei quartieri di San Felice, Rovagnasco e Redecesio. I dati ufficiali registrano 30.268 elettori totali e 16.462 votanti, con 154 schede nulle, 50 schede bianche e una sola scheda contestata.
Sostenuto da 8.908 residenti, Di Chio raggiunge così il 54,79% dei voti a scrutinio ultimato. Gli sfidanti chiudono rispettivamente con 6.680 voti per Adriano Alessandrini, pari al 41,09%, e 669 voti per Luca Sirtori, che si attesta al 4,12%.
La composizione del nuovo Consiglio
Ora si attende l’insediamento del nuovo Consiglio comunale, dove 15 seggi andranno alla coalizione vincitrice e 9 al centrodestra guidato da Adriano Alessandrini. Nella maggioranza, il Partito Democratico chiude con il 19,16% delle preferenze, portando a casa 2.800 voti e 6 seggi. Grande risultato anche per la lista civica Francesco Di Chio Sindaco, che ha raccolto 2.584 voti (17,68%) conquistando 5 seggi. Si conferma anche la lista Segrate Nostra con 1.545 voti (10,57%) e 3 seggi, mentre Segrate al Centro avrà un seggio a disposizione grazie a 626 voti. Resta invece senza fuori dal parlamentino Alleanza Verdi e Sinistra, che contribuisce comunque alla coalizione con 448 voti, pari al 3,07%.
Anche l’opposizione avrà molto da lavorare nei 9 seggi da spartire. La capofila è la lista civica in appoggio al candidato sindaco, Amiamo Segrate, che raccoglie 2.640 voti (18,07%). Fratelli d’Italia arriva a 1.947 voti ottenendo 3 seggi, mentre Forza Italia ne conquista uno con 1.065 voti (7,29%). Si può parlare di un vero e proprio flop per la Lega, che con 385 voti (2,63%), non riesce nemmeno a entrare in Consiglio. La scelta di correre in solitaria, infine, non premia la lista Sirtori Sindaco che, pur attestandosi a 669 voti, non raggiunge la quota necessaria per sedersi tra i banchi della minoranza.
L’analisi del voto
Il primo dato inequivocabile riguarda l’affluenza, nettamente in calo rispetto al 2020 con poco più del 50% degli aventi diritto al voto che ha scelto di recarsi alle urne. Per fare un raffronto “fresco”, allo scorso referendum sulla Giustizia il 70,25% dei segratesi si era recato alle urne, un segno tangibile di come la politica locale debba lavorare molto per toccare le persone e superare la distanza tra le case e il Palazzo.
Il secondo dato che salta all’occhio è la vittoria dei candidati. Sia Alessandrini che Di Chio, infatti, hanno fatto bene la loro parte di leader, portando voti e consenso alle proprie coalizioni. In particolare, per il centrodestra è proprio la Lista di Alessandrini la più votata in assoluto, superando anche i partiti come Fratelli d’Italia. Un risultato difficilmente ipotizzabile prima di ieri.
Anche il centrosinistra vede un Di Chio particolarmente apprezzato dai suoi elettori: la sua lista civica, infatti, arriva dietro solo al Partito democratico (di cui Di Chio è tesserato e diretto esponente) scavalcando con quasi 1.000 voti in più la storica Civica di Sinistra Segrate Nostra che ha scelto di abbinare il proprio nome a quello dell’ex sindaco Paolo Micheli. Un risultato che in parte è in continuità con quanto accaduto nel 2020, quando fu la lista di Micheli a sbaragliare la concorrenza portando a casa da sola 3.110 voti con il Pd al secondo posto.
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