«Biglietto unico integrato: una rivoluzione positiva»

In prima linea Pietro Bussolati, serve l’armonizzazione dei sistemi di trasporto milanese (Atm) e regionale (Trenord).

«Biglietto unico integrato: una rivoluzione positiva»
27 Settembre 2019 ore 10:05

Nelle province di Milano e Monza Brianza è stato introdotto il biglietto unico integrato.

Biglietto unico integrato

Pietro Bussolati, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione Trasporti, spiega di cosa si tratta:

«Il biglietto unico integrato è una rivoluzione amica dei cittadini e coinvolge 4,2 milioni di persone che possono usare un unico biglietto o abbonamento per spostarsi con qualsiasi mezzo pubblico, autobus, treno, metropolitana su tutta l’area metropolitana di Milano e la provincia di Monza e Brianza. Per tutte le fasce esterne alla città di Milano i costi sono in riduzione, in alcuni casi anche in modo importante: un cittadino di Monza che si abbona risparmia più di 100 euro l’anno rispetto alle formule integrate precedenti. E a Milano gli abbonamenti rimangono uguali con la possibilità di raggiungere Sesto, Rho e altre città della prima fascia. Per ottenerlo il Pd ha dovuto combattere contro le resistenze di tutti gli altri partiti, interessati solo a fare polemica contro il sindaco Sala».

E’una riforma senza ombre?

«Purtroppo, con una decisione assurda Regione Lombardia vuole cancellare la possibilità di mantenere i biglietti solo ferroviari. Così chi usa solo i treni di Trenord si trova costretto a comprare biglietti o abbonamenti integrati, che ovviamente costano fino al 40% in più. In questo modo Trenord farà cassa per 10 milioni di euro. Ora l’assessora regionale leghista Terzi dice che ci saranno sconti per alleviare i rincari, ma allora non capiamo perché non lasciare validi i titoli ferroviari».

Quali sono i miglioramenti necessari?

«Sicuramente serve l’armonizzazione dei sistemi di trasporto milanese (Atm) e regionale (Trenord) e servono nuovi investimenti su ferro nei nodi strategici. I soldi ci sono, ma manca la capacità di Regione di fare regia tra gli enti locali, così i progetti non sono chiari e si perdono occasioni. Regione Lombardia vanta spesso risultati straordinari su diversi campi, ma sul trasporto pubblico è indietro, ha treni vecchi e fatiscenti e Trenord ha una governance condivisa con Fs che non funziona. Oggi che finalmente è cambiato il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti possiamo sperare in una concreta azione verso i pendolari, ma temo che il disinteresse della Giunta Fontana segua un immobilismo che si protrae da tanti anni».

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