Venerdì 20 febbraio in sala Vallaperti si è svolta l’assemblea pubblica convocata dalla sezione locale del Partito Democratico: il tema al centro del dibattito la nuova logistica che dovrebbe sorgere in zona industriale. Non solo i dem sono sul piede di guerra, anche i residenti della zona hanno costituito un comitato per opporsi alla realizzazione delle opere previste che, secondo loro, porterebbero più disagi che benefici ai cittadini.
L’assemblea si è aperta con il ricordo di Alberto Fulgione, già sindaco di Liscate e segretario del Pd Adda Martesana, il quale è venuto a mancare circa un mese fa all’età di 60 anni. La segretaria del circolo di Melzo Tatiana Tritone ha deciso di tributargli un lungo applauso all’inizio della serata.
Mancanza di trasparenza
Il dibattito è poi entrato nel vivo con la relazione di Marco Paiardi, ex assessore melzese e membro della direzione metropolitana del Pd. Le accuse rivolte all’Amministrazione Comunale, ed in particolare alla Giunta e al sindaco, sono molteplici. In primis è stato rilevato il mancato passaggio in Consiglio comunale, principale organo di democrazia della città; l’approvazione del Pii (Piano integrativo d’intervento) è avvenuta infatti il 23 ottobre 2025 in Giunta. Secondo Paiardi tutto il procedimento manca di pubblicità e trasparenza verso la cittadinanza.
Un’amministrazione comunale che governa più che legittimamente ma con 2876 voti su 14300 elettori vuol dire che un elettore su cinque ha dato il proprio consenso a questa amministrazione. Un’amministrazione che viene eletta con questo consenso io credo che il giorno dopo debba unicamente lavorare per l’allargamento della partecipazione, il coinvolgimento delle altre forze politiche e sociali e rendersi permeabili a tutte le istanze che sono al di fuori di essa, non chiudersi a riccio come ha fatto e ritenersi autoreferenziale e autosufficiente. In questo caso, come nel caso delle aree ex Galbani, questa amministrazione non ha fatto niente di tutto questo.
La Giunta inoltre ha respinto le Osservazioni presentate dal Gruppo consigliare del Partito Democratico e da un gruppo di residenti decidendo di non attuare la Valutazione d’impatto ambientale e procedere secondo la strada già stabilita.
Favorito l’interesse privato
Non solo la forma della delibera è stata messa in discussione ma anche -anzi, soprattutto- il suo contenuto. Secondo i dem infatti l’intera operazione sarebbe una svendita del suolo pubblico al privato poiché le opere previste andranno ad uso esclusivo della società di logistica che vi si insedierà. L’area è stata acquistata all’asta nel luglio 2024 da Officine Mak e, una volta completati i lavori, sarà ceduta ad Interglobo Srl di Genova.
Secondo la ricostruzione presentata almeno due terzi degli oneri previsti sarebbero a vantaggio del privato. La superficie lorda complessiva è di 13.970 metri quadrati, di cui circa 12.970 saranno destinati a magazzino e mille a uffici. Inoltre l’insediamento di un nuovo hub logistico in zona industriale andrebbe ad aumentare il traffico di automezzi pesanti con conseguenze negative per l’inquinamento dell’aria, l’inquinamento acustico e il traffico locale. Il nuovo polo sarebbe poi a ridosso delle case di via Leonardo da Vinci, con unicamente una barriera di alberi a proteggere le abitazioni. A fronte di queste negatività la città di Melzo dovrebbe guadagnare una pista ciclabile, un campo di calcio a sette e un parcheggio su via Colombo. I posti di lavoro previsti nel nuovo centro sono 6 impiegati e 22 magazzinieri.
Le prossime mosse
Al termine della relazione sono intervenuti anche Simone Negri, consigliere regionale del Pd, e la consigliera comunale di Milano Natascia Tosoni. Spazio anche alle parole dei presenti in sala, in particolare ai membri del comitato di residenti che hanno chiesto di passare all’azione per bloccare l’opera. Scaduto il termine per il ricorso al Tar, l’intenzione dei dem è quella di presentare un’interrogazione in Regione e, se fosse necessario, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica oppure un esposto in Procura.
Tra gli interventi finali anche quelli del sindaco di Liscate Lorenzo Fucci, che ha chiesto maggior coinvolgimento dei Comuni limitrofi per le decisioni di impatto sovracomunale, e del segretario metropolitano Alessandro Capelli:
I partiti esistono proprio perché tengono insieme la rappresentanza del territorio e la partita che voi state giocando a Melzo non riguarda solo Melzo ma un territorio crescente. La presenza mia e di Simone è per dire che ci siamo, non siete soli di fronte a questa sfida. Abbiamo bisogno di molta politica, aiutare gli enti locali a poter ragionare in un’ottica molto più ampia. Io sono molto felice che esistano ancora i partiti perché sanno stare insieme ai comitati e alle cose che si muovono nella nostra società ma hanno il dovere di una rappresentanza più larga perché la capacità di mobilitazione di capitali e di risorse che oggi ha il mercato privato il pubblico lo guarda in modo impotente.
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Marco Paiardi, Tatiana Tritone, Simone Negri, Natascia Tosoni
Lorenzo Fucci
Alessandro Capelli