Si allarga la polemica sulla “gita” scolastica alla moschea organizzata dall’Istituto comprensivo Ai Nostri caduti di Trezzo. Sulla questione è intervenuto non solo il sindaco di Trezzo Diego Torri, ma anche il capogruppo di Fdi in Consiglio regionale Christian Garavaglia e gli esponenti trezzesi di Fratelli d’Italia Giuseppe Fumagalli e Michele Martiniello.
“Preservare la serenità della comunità scolastica”
È essenziale preservare la serenità di tutta la comunità scolastica, quindi degli studenti e delle loro famiglie, evitando che un’attività formativa venga trascinata, o peggio strumentalizzata, per sterili polemiche, ancor di più se provengono da personalità politiche che dimostrano di non conoscere il nostro territorio e tanto meno il prezioso lavoro quotidiano delle istituzioni scolastiche. Invito pertanto tutti a mantenere un clima di rispetto. Qualsiasi confronto, anche critico, è legittimo, ma va condotto con onestà e spirito costruttivo, senza coinvolgere impropriamente ragazzi, famiglie e personale scolastico.
ha osservato il primo cittadino trezzese.
“Profonda preoccupazione”
Destano profonda preoccupazione le notizie relative all’iniziativa dell’Istituto Comprensivo di Trezzo sull’Adda che ha organizzato per gli studenti delle classi terze una serie di attività didattiche presso il centro culturale islamico Assalam di Mezzago. Non si tratta di una semplice visita culturale, ma di un vero e proprio ‘laboratorio’ su pilastri della fede e vita di Maometto che appare del tutto fuori contesto rispetto alla missione educativa laica della scuola pubblica italiana.
Ha dichiarato Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Lombardia che ha aggiunto
Mentre si tende spesso a eliminare i simboli della nostra tradizione cristiana dalle aule, ci troviamo di fronte a una programmazione scolastica che sembra voler promuovere attivamente una confessione religiosa che non ha ancora sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano. È paradossale parlare di “diritti delle donne” in questo contesto: rischiamo di veicolare messaggi distorti
ha concluso.
“Gravissimo”
Sulla questione è intervenuto duramente anche Giuseppe Fumagalli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia
Come rappresentante dei cittadini di Trezzo, trovo gravissimo che le famiglie vengano poste di fronte a una scelta così ideologica sotto le spoglie di un’uscita didattica. La scuola deve formare cittadini critici, non sottoporre i ragazzi a percorsi che somigliano pericolosamente a un catechismo alternativo. Le nostre scuole devono restare presidi di identità e libertà, non centri di propaganda multiculturale.
“Un’iniziativa che scavalca il ruolo educativo”
A chiudere il fronte di FdI è Michele Martiniello, Portavoce territoriale di Fratelli d’Italia.
Questa iniziativa scavalca il ruolo educativo delle famiglie in ambito religioso e morale. Chiediamo alla direzione scolastica un’immediata revisione di queste attività: l’integrazione si fa nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre radici, non delegando la formazione dei nostri giovani a realtà che non hanno un riconoscimento giuridico definito con lo Stato. Non arretreremo di un passo sulla difesa dei nostri valori.
Chi si schiera con la scuola
Dall’altra parte, però, c’è chi invece di puntare il dito contro la scuola lo punta contro la politica. E’ il caso del Movimento 5 stelle che accusa la Lega (e più in generale il centrodestra) di dare la caccia ai fantasmi invece di occuparsi dei problemi reali del Paese:
Esprimo pieno sostegno alla scuola di Trezzo sull’Adda per la visita didattica alla moschea di Mezzago e condanna le dichiarazioni della Lega, che ancora una volta trasforma un normale percorso educativo in propaganda basata su paura e pregiudizi. Parlare di ‘laboratorio di islamizzazione’ di fronte a una semplice uscita scolastica inserita nel programma di studi è ridicolo e pericoloso. Gli studenti vanno in moschea esattamente come vanno in chiesa, in sinagoga o nei musei: per conoscere, capire e studiare. Il vero pericolo per la convivenza civile non è una visita in moschea è chi, come la Lega, continua a usare la religione per dividere i cittadini e costruire consenso sulla paura dell’altro, si occupasse di sicurezza, di non far piovere nelle scuole e di diritti civili
ha detto Paola Pizzighini, consigliere regionale M5S
La Lega usa l’Islam come bersaglio fisso per alimentare il solito razzismo religioso, attaccando la scuola pubblica, la laicità e il lavoro degli insegnanti. Difendiamo l’autonomia delle scuole, la libertà di insegnamento e una scuola che combatta l’ignoranza, non che la utilizzi per fare campagna elettorale
ha aggiunto Antonio Guzzi, assessore alla Sicurezza di Trezzo.
“Un bel percorso scolastico”
Sulla vicenda non è mancato l’intervento dell’assessore all’Istruzione Davide Ghidotti.
Come assessore all’Istruzione, ma anche come rappresentante politico che crede fermamente nei valori dell’integrazione e del pluralismo, trovo sconcertante che un bel percorso scolastico di conoscenza delle religioni venga trasformato in un campo di battaglia ideologico. È bene ribadire alcuni punti fermi che sembrano sfuggire a chi soffia sul fuoco della polemica:
l’organizzazione delle attività didattiche spetta esclusivamente alla scuola, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica e in accordo con le famiglie. La visita non è un’estemporanea novità, ma un progetto consolidato che mira a fornire ai ragazzi strumenti critici per comprendere la complessità del mondo contemporaneo e del nostro territorio. In qualità di segretario del Circolo Pd di Trezzo, non posso non notare come queste “grida d’allarme” provengano spesso da chi non conosce la nostra realtà locale e preferisce usare la scuola come palcoscenico per sterili battaglie di bandiera. Tutelare il lavoro dei docenti e la serenità dei ragazzi è la nostra priorità. Non permetteremo che la formazione dei giovani trezzesi venga strumentalizzata da una politica che vive di pregiudizi e che ignora il prezioso lavoro quotidiano delle nostre istituzioni educative. Condivido e rilancio l’appello del sindaco Torri: il confronto è sempre legittimo, ma deve essere onesto. Trascinare studenti e famiglie in polemiche politiche è un atto di irresponsabilità che ferisce l’intera comunità.
ha osservato.