I nostri consigli

Pomodoro Saint Pierre: succoso frutto rosso e tondo

La pianta ha bisogno di calore, un tutore e ricordate di potarla.

Pomodoro Saint Pierre: succoso frutto rosso e tondo
Facciamo l'orto in casa 19 Marzo 2022 ore 10:44

Anche quest’anno regaliamo i semi di un ortaggio che non può mancare sul vostro balcone o terrazzo, il pomodoro, ma di un’altra varietà. Il pomodoro Saint Pierre è un’antica varietà francese che produce abbondanti frutti carnosi, lisci, tondi e leggermente appiattiti, molto succosi e non troppo dolci. La pianta è resistente e produce anche dei caratteristici fiori gialli, per dare un bel tocco di colore in più al vostro orto casalingo.
Ecco i nostri consigli, per coltivare i vostri semi forniti da Franchi Sementi e grazie al sostegno di Novatex Italia.

Pomodoro Saint Pierre: i nostri consigli

La semina

Ci serve un vaso largo almeno 40 cm, misura abbastanza standard, e alto minimo 40-50 cm, poiché il pomodoro è un ortaggio con radici abbastanza profonde.
Il seme va posto abbastanza in superficie: vige la solita regola per cui il seme venga messo a una profondità pari a due/tre volte il suo diametro. La distanza tra le piante deve essere di almeno 40-50 cm, quindi con un vaso singolo provate con un paio di semi e poi lasciate crescere quello che germinerà meglio.
Il pomodoro richiede temperature piuttosto alte, ovviamente facendo attenzione che sia il terreno caldo e non solo l’aria. Possiamo seminare già in questo periodo, tenendo però il vaso protetto, anche all’interno della casa per i primi tempi. Altrimenti possiamo aspettare marzo-aprile, poiché la temperatura ottimale per la germinazione è tra i 22 e i 28 gradi. Tenere comunque i vasi alla luce e bagnare solo la terra, senza esagerare.

La crescita

Il nostro pomodoro è della tipologia indeterminata, cioè si sviluppano in altezza e quindi necessiterà di un sostegno, detto tutore, solitamente in bambù, così da accompagnare mano a mano la crescita della pianta. L’importante è legare la pianta al tutore non troppo stretto, evitando strozzature. La pianta dovrebbe arrivare a un’altezza tra i 120 e i 250 cm.
Un’altra pratica essenziale è l’eliminazione dei getti ascellari (detta anche sfemminellatura, ma spesso assume altri nomi in base alla località): consiste nella potatura delle foglie che crescono nell’inserzione tra il tralcio e i rami principali, così da eliminare una parte della pianta che sarebbe improduttiva e privilegiare i rami che invece portano frutto.
Passiamo all’innaffiatura: l’acqua va data in modo omogeneo e costante, non esagerare poiché potremmo causare danni e i nostri pomodori potrebbero marcire. Conviene dare poca acqua, nelle ore meno calde, e in modo costante. Inoltre, non bisogna bagnare le foglie ma il terriccio, piuttosto usare un nebulizzatore per non danneggiare la pianta.

La raccolta

Anche questo tipo di pomodoro dà frutti che possono essere raccolti singolarmente mano a mano che maturano. L’ortaggio sarà pronto quando avrà assunto un bel colore rosso e una consistenza soda. Ma se lo preferite più verde e croccante potrete coglierlo prima. Solitamente i primi frutti si potranno raccogliere dopo 60-80 giorni dalla germinazione, tenendo sempre conto del clima. Mediamente un pomodoro maturo arriva a pesare circa 200 grammi.
La produzione si prolunga nel tempo, potendo cogliere i frutti singolarmente mano mano che maturano. Certamente la pianta non sarà eterna, se protetta e curata potrò dare pomodori fino a settembre-ottobre.

Antiossidanti contro l’invecchiamento cellulare

Il pomodoro (Solanum lycopersicum) è una pianta perenne della famiglia delle Solanaceae, nativa della zona dell'America Centrale, del Sudamerica e della parte meridionale dell'America Settentrionale. Gli Aztechi lo chiamarono xitomatl e la salsa di pomodoro era parte integrante della loro cucina. Il pomodoro, nonostante sia entrato relativamente tardi nella cucina italiana rispetto agli altri ortaggi importati dalle Americhe, è diventato un alimento base della dieta Mediterranea.
Il frutto maturo è ricco di principi nutritivi, seppure a basso contenuto calorico: 100 g di pomodori apportano solamente 17 Kcal, di cui 2,8 g di zuccheri, 1,2 g di proteine e 0,2 g di grassi. Sono inoltre ricchissimi di acqua, che rappresenta circa il 94% del loro peso. I pomodori contengono discreti quantitativi vitaminici: le vitamine del gruppo B, acido ascorbico (ovvero la tanto nota vitamina C), vitamina D e, soprattutto, vitamina E, che assicurano al pomodoro le note proprietà antiossidanti. Altra potente sostanza antiossidante contenuta nel pomodoro è il licopene, la cui funzionalità viene attivata con la cottura dell’ortaggio. Cospicua anche la componente minerale: ferro, zinco, selenio, fosforo e calcio. Modico il contenuto di acidi organici (malico, citrico, succinico e gluteninico), utili per favorire la digestione.
Il pomodoro è un ortaggio disponibile in tantissime forme, colori e dimensioni, e coltivato tutto l’anno solo nei climi temperati (la pianta del pomodoro non sopravvive al clima invernale). L’utilizzo del pomodoro in cucina è sconfinato: dai primi, alle insalate, alla pizza, fino all’utilizzo del succo per cocktail. Insomma, può soddisfare tutti i gusti.
Dottoressa Manuela Colzani (Cab Polidiagnostico)

Lo chef Tarabini propone: Pappa al pomodoro e caprino vaccino

Pappa al pomodoro e caprino vaccino: per esaltare il protagonista di questa settimana della nostra iniziativa “Facciamo l’orto in casa”, Gianni Tarabini, alla guida del ristorante La Preséf dell’Agriturismo La Fiorida in provincia di Sondrio, ci propone un piatto semplice della tradizione toscana rivisitato da un grande chef stellato.
Ingredienti per 4 persone:
800 gr pomodori
300 gr pane casereccio raffermo
2 spicchi di aglio
Q.b. Sale e Pepe
Q.b. Olio di oliva di oliva
Mezza cipolla a julienne
Q.b. Brodo vegetale
Q.b. Erbette di finocchietto
100 gr di caprino vaccino de La Fiorida
Q.b. Pepe
Procedimento
Soffriggere l’aglio nell’olio di oliva a fuoco alto con la cipolla a julienne, aggiungere i pomodori, sale e pepe quanto basta e fare cuocere per circa dieci minuti.
Aggiungere il pane raffermo precedentemente tostato in forno, tagliato a pezzettini, cuocere il tutto per 40 minuti a fiamma bassa aggiungendo di tanto in tanto il brodo vegetale fino a raggiungere una consistenza omogenea (potete aiutarvi con un frullatore ad immersione), togliere dal fuoco e lasciare intiepidire.
Mescolare, con un cucchiaio, il caprino fresco amalgamato con una grattata di pepe e olio extra vergine di oliva.
Impiattamento
Adagiate alla base la pappa al pomodoro e aggiungere le quenelle di caprino a piacere, completare con un filo di olio di oliva e foglie di finocchietto fresco di decoro.

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