Economia

#smartcity una città intelligente è una città più vivibile

#smartcity una città intelligente è una città più vivibile
Economia Martesana, 11 Dicembre 2017 ore 16:57

Che cosa vuol dire smart city? Scopriamo qual è il futuro, se non già il presente, dei nostri comuni.

Entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane; per questo trasformare le città in smart city è uno degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite.

Cosa vuol dire smart city?

Ma cosa vuole dire smart city? Una città più intelligente, ovvero più vicina ai bisogni dei cittadini, più inclusiva, più vivibile e a costi sostenibili. La smart city, quindi, si lega agli obiettivi di sostenibilità: si parla infatti di smart sustainable city, città che fa ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per portare avanti processi di innovazione sociale, culturale e organizzativa, per migliorare la qualità della vita, i livelli di occupazione, la competitività, come risposta ai bisogni delle generazioni attuali e future, garantendone la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Nella pratica la città intelligente è un insieme di strategie per innovare i servizi pubblici grazie all'impiego diffuso delle nuove tecnologie.

Come si progetta una smart city?

Ma quando si parla di smart city non ci sono dei progetti universali utilizzabili in ogni contesto. I progetti smart devono essere calibrati sul luogo nel quale si decide di realizzarli. Parlare di smart city significa coinvolgere non solo la pubblica amministrazione ma anche le scuole, i privati, le associazioni, i centri di ricerca; è una vera e propria rete di enti che collaborano fra di loro.

Le città intelligenti possono essere identificate (e classificate) secondo sei assi o dimensioni principali: economia, mobilità, ambiente, persone, vita e governance. Gli assi sono basati rispettivamente sulle teorie della competitività regionale, dei trasporti e delle telecomunicazioni, delle risorse naturali, del capitale umano e sociale, della qualità della vita e della partecipazione dei cittadini nel governo delle città.

Lo Smart City Index di EY

Su questi parametri vengono anche formulati degli indici di valutazione, tra cui lo Smart City Index, il rapporto di Ernst&Young (EY) che analizza le 116 città capoluogo italiane utilizzando oltre 470 indicatori. EY propone un modello a 4 strati in cui alla base troviamo lo sviluppo delle infrastrutture (WiFi, fibra, strade, parcheggi, trasporti, illuminazione pubblica, raccolta rifiuti...), fino ad arrivare alla realizzazione di applicazioni e servizi passando per i due livelli intermedi: sensoristica e service delivery platform, che si occupa di raccogliere i big data, analizzarli e sviluppare strategie di interoperabilità e multicanalità tra le diverse soluzioni, permettendo di produrre valore aggiunto per i cittadini, oltre che essere un indispensabile strumento di analisi per la pubblica amministrazione. E in questa classifica Milano è seconda a livello nazionale: speriamo sia di buon auspicio anche per i nostri territori.

 

Illuminazione pubblica smart
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mobilita elettrica
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smartesana logo
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#smartcity, “manifesto 100% SMARTesana” di Cogeser

Paolo Sabbioni

Intervista all’amministratore unico di Cogeser, Paolo Sabbioni, che ci spiega il “manifesto 100% SMARTesana” e il loro impegno per il territorio

Paolo Sabbioni, amministratore unico di Cogeser Spa, ci spiega il “manifesto 100% SMARTesana” e l'impegno della multiutility della Martesana per il territorio

L'impegno di Cogeser per la smart city

«Il concetto di smart city nasce intorno all’idea di rendere ecosostenibili i centri urbani, di utilizzare sempre più fonti rinnovabili di energia e ridurre i consumi energetici. In questo modo viene salvaguardato l’ambiente e si ottengono risparmi di spesa». Così Paolo Sabbioni, amministratore unico di Cogeser Spa, la multiutility della Martesana, ci aiuta a capire meglio il significato di città intelligente.

Quale vuole essere il ruolo di Cogeser in questo percorso?

«Per poterlo delineare, siamo partiti commissionando uno studio a Ernst&Young sui nostri 8 Comuni soci (Bellinzago Lombardo, Gorgonzola, Inzago, Liscate, Melzo, Pioltello, Truccazzano e Vignate) per rilevare lo stato dell'arte. Questo anche al fine di definire un “manifesto”, che abbiamo chiamato “100% SMARTesana”, che contenga la sintesi di quale sia la posizione di partenza e l’obiettivo da raggiungere con il metodo dello Smart City Index. Ecco alcuni dati medi emersi dall'analisi. Il trasporto privato è pari a circa 572 auto per ogni 1.000 abitanti; di queste, il 24,86% sono Euro 5 e il 3,32% Euro 6. Sono presenti 2 colonnine per ricarica per mezzi elettrici comunali. La produzione di energia da solare ha una potenza nominale di circa 17,7 MW. La spesa media per la pubblica illuminazione è pari a circa 168 € per punto luce contro un valore di 151 € di media italiana e di 184 € di media lombarda.
E' stata riscontrata una bassa diffusione di sensoristica e solo relativamente alle telecamere di sicurezza è presente in tutti i comuni analizzati. Quasi del tutto assenti pali e semafori intelligenti. I contatori del gas intelligenti sono circa il 2,4% del totale. Conseguenza della bassa diffusione dei sensori è la mancanza di piattaforme in grado di raccogliere e sfruttare i dati generati. Dopo questa analisi abbiamo individuato nella pubblica illuminazione, nell’efficientamento degli edifici pubblici, nelle rinnovabili e nella mobilità elettrica i nostri principali ambiti di possibile intervento, maggiormente legati alla tematica energetica. In alcuni ambiti Cogeser si trova in una posizione avvantaggiata. Abbiamo già installato impianti fotovoltaici sui tetti di scuole ed edifici pubblici. Ma possiamo farlo con maggiore sistematicità, intervenendo anche nel settore gas con biogas e biometano, prodotti da liquami animali o scarti agricoli non alimentari. Un altro ambito in cui Cogeser è già attiva è quello della realizzazione di progetti di efficientamento energetico. Questo primo pezzo di smart city ha dei panni che Cogeser può già vestire».

Ma siete pronti a vestirne di nuovi...

«Sì, tra i progetti di Cogeser c’è, ad esempio, la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica. Una delle infrastrutture più promettenti per le applicazioni digitali è il palo della luce: è vero che ci sono fibra ottica e banda larga, ma gli esperti confermano che i messaggi vengono trasmessi soprattutto fuori terra, quindi il palo risulta fondamentale per installare applicazioni per la trasmissione dati. La lettura dei contatori gas, elettricità e acqua avverrà sempre più con metodi automatici, e già avviene. Poi wifi, videosorveglianza, passaggi pedonali e rilevatori ambientali; ma il futuro riserva una molteplicità di servizi erogati attraverso il digitale. Quando si parla di città smart si parla anche di mobilità, e anche qui possiamo fare qualcosa: le centraline di ricarica per le auto elettriche. Solo un anno fa sembrava un futuro lontano, ma oggi c’è stata un’accelerazione. Nel Nord Europa viene molto incentivato l’uso dell’auto elettrica e in Europa ci si sta muovendo in tal senso».

Insomma le possibilità sono infinite?

«Per questo il Gruppo Cogeser vuole, probabilmente anche attraverso una fondazione, dare la possibilità a tutti i Comuni della Martesana di accedere a informazioni, idee e progetti per diffondere le applicazioni smart in settori diversi. Stiamo ragionando a un futuro prossimo che diverrà realtà anche grazie al nostro supporto».

Da dove partire?

«Stiamo dialogando con i Comuni e i soggetti che potrebbero essere coinvolti. Partiremo da alcuni Comuni soci - Gorgonzola, Pioltello, Liscate, l’Unione dei Comuni di Truccazzano, Pozzuolo Martesana, Bellinzago Lombardo e Liscate - nei settori dell’illuminazione pubblica e dell’efficientamento energetico degli edifici. Del resto sono stati i Comuni soci ad approvare il piano industriale di Cogeser, che consente le azioni e gli investimenti per il futuro. Ma stanno chiedendo il nostro intervento anche Comuni fuori della Martesana».

 

#smartcity, una nuova illuminazione economica ed ecosostenibile

Il progetto di Cogerser per la nuova illuminazione pubblica a Pioltello, con un doppio effetto benefico: economico e ambientale.

Cogerser ha realizzato un progetto innovativo per la nuova illuminazione pubblica a Pioltello, con un doppio effetto benefico: ambientale ed economico, grazie alle nuove tecnologie e al project financing.

Illuminazione Cogeser per Pioltello

Data la limitata efficienza complessiva dei sistemi di illuminazione pubblica, Cogeser ha elaborato dei progetti di riqualificazione energetica e tecnologica. Per Pioltello ha proposto un piano in partenariato pubblico-privato per la gestione efficiente di quasi il 59% dei pali della luce presenti sul territorio comunale. Il progetto ha l’obiettivo di portare una riduzione di oltre il 60% dei consumi elettrici, con riduzioni di emissioni inquinanti pari a 4,6 tonnellate di CO2 equivalenti.

Inoltre Cogeser, da oltre 30 anni vicina ai cittadini e al territorio, potrebbe reinvestire parte del valore generato dalla vendita dei certificati bianchi (che normalmente nelle aziende private rappresenta un’ulteriore fonte di guadagno) in progetti di pubblica utilità.

Un progetto in project financing

«Pioltello è un caso particolare - ci spiega Paolo Sabbioni, amministratore unico di Cogeser Spa - Un certo numero di pali, circa 1.500 su un totale di 4.000, si trova in una situazione di urgenza e deve andare subito a nuova gestione, in particolare su Limito e Seggiano. Probabilmente quindi verranno gestiti tramite Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Per il resto dei pali, invece, abbiamo proposto un nostro progetto innovativo in project financing», che significa la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione. «Se si agisce con il project financing - aggiunge Sabbioni - ogni operazione deve essere garantita dal lato economico-finanziario, con un progetto sostenibile, per il Comune e per l’impresa. Inoltre il project impone di andare a gara pubblica, anche se in questo caso Cogeser avrebbe la prelazione. Ma siamo pronti al confronto concorrenziale, sia economico che qualitativo».

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