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Salute allo specchio sta funzionando

Salute allo specchio sta funzionando
Economia Martesana, 25 Novembre 2017 ore 18:07

Pollice in su per il progetto del San Raffaele Salute allo specchio.

Salute allo specchio

Salute allo Specchio, nato nel 2013, è un progetto promosso dall’Ospedale San Raffaele, in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele. E' stato ideato da una psicologa, Valentina Di Mattei, ricercatrice presso la Facoltà di Psicologia, e da un medico, Giorgia Mangili, responsabile dell’oncologia ginecologica dell’Ospedale. Dal 2013, Salute allo Specchio ha coinvolto numerose donne in cura per patologie oncologiche. Ha offerto loro un supporto psicosociale nella gestione degli effetti delle terapie. L'obiettivo è infatti migliorare la loro qualità di vita, far ritrovare loro vitalità, femminilità e desiderio di stare con gli altri.

Il progetto diventa letteratura

L’esperienza di questi primi anni di Salute allo Specchio non è però rimasta soltanto un “bel progetto”, ma è diventata uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers of Psychology, sugli effetti che questo modo di intendere le cure ha concretamente sulla salute delle pazienti. “Fin dal principio abbiamo pensato di valorizzare Salute allo Specchio associandola ad un progetto di ricerca - ha spiegato Di Mattei - Si tratta di un’iniziativa poco tradizionale per un ospedale, dunque abbiamo voluto darle una sostanza e un metodo che potessero mostrarne la bontà e l’efficacia anche da un punto di vista scientifico, quindi come qualcosa di oggettivamente valido, riproducibile e condivisibile”.

Uno studio interdisciplinare

Lo studio su Salute allo Specchio ha riunito un team multidisciplinare di psicologi, medici e statistici e ha coinvolto 88 pazienti oncologiche, tutte reclutate presso l’Ospedale San Raffaele, in tre tempi differenti: durante il colloquio preliminare con lo psicologo, al termine del terzo incontro e a distanza di tre mesi dalla partecipazione al progetto.

Come funziona

Ciascuna paziente ha risposto a una serie di test che hanno valutato comparativamente l’impatto di Salute allo Specchio su alcune variabili psicologiche come l’ansia, la depressione, la percezione della propria immagine corporea, l’autostima e la valutazione della propria qualità di vita.

Il lavoro dei ricercatori

Il lavoro del team di ricerca ha verificato se e in che modo questi "outcome" si modificassero nel tempo e se ci fosse anche una modulazione operata da caratteristiche socio-demografiche (ad esempio età, stato civile, professione, presenza di figli) e cliniche (eventuali recidive, tipo di diagnosi, altri trattamenti psicologici ricevuti) delle pazienti.

Gli esiti

“Partecipare al nostro programma ha determinato un netto miglioramento delle variabili psicologiche misurate - ha commentato Di Mattei - Non solo abbiamo rilevato una significativa riduzione della sintomatologia ansiosa e depressiva e dei problemi associati all’immagine corporea, ma anche un incremento dei livelli di autostima. Ciò suggerisce che la partecipazione a questo progetto potrebbe facilitare un migliore adattamento alla malattia e al trattamento oncologico. Pur nelle più rosee prospettive, non ci saremmo aspettati dei risultati così favorevoli. Questo studio ci autorizza a promuovere l’importanza di questo tipo di interventi come parte integrante del percorso di cura, insieme alle terapie convenzionali. Considerare il paziente nell’interezza della sua persona, nel caso dell’approccio terapeutico al cancro, non può essere considerato qualcosa di accessorio”.

Parola alla ricercatrice

"Sono contenta di aver contribuito, con la mia expertise statistica, a un progetto così innovativo - ha detto La dottoressa Chiara Brombin, ricercatrice del Centro Universitario di Statistica per le Scienze Biomediche di UniSR - Questa collaborazione e l’ottimo risultato scientifico ottenuto mostrano quanto sia importante avviare studi interdisciplinari che consentano il dialogo tra psicologi ed esperti di metodi quantitativi statistici così da rafforzare la metodologia della ricerca degli studi di psicologia e contribuire a valutare gli outcome di interesse, a misurare l’efficacia di un intervento, a comprendere il fenomeno oggetto di studio, anche in presenza di relazioni complesse tra le variabili indagate".

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