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Regione arruola seicento cacciatori per eliminare 20mila piccioni

Causano danni all'agricoltura: quasi un milione di euro in 15 anni.

Regione arruola seicento cacciatori per eliminare 20mila piccioni
17 Settembre 2020 ore 09:11

Sono dannosi per l’agricoltura. E allora la Regione arruola seicento cacciatori per eliminare ventimila piccioni. Palazzo Lombardia ha pubblicato un decreto per autorizzare seicento cacciatori alla caccia al “colombo di città” – il piccione, insomma – all’interno di un piano venatorio che prevede l’abbattimento complessivo di ventimila uccelli, da domenica al 20 gennaio 2021.

Danni all’agricoltura

L’obiettivo è prevenire danni all’agricoltura. “Le deroghe al prelievo venatorio – spiega Regione – sono state approvate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.

“Il ‘colombo di città’ è una specie che crea danni ingenti ai campi di frumento, girasole, mais, orzo, pisello, riso e soia – ha ricordato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi  Fabio Rolfi – Oltretutto porta un rischio di carattere sanitario negli allevamenti. Visto che siamo una delle prime regioni zootecniche d’Europa non possiamo correre rischi. I piccioni possono ospitare una quantità di patogeni di varia natura trasmissibili per via aerea e non solo”.

Quasi un milione di euro in 15 anni

In Lombardia, l’importo dei danni accertati alle produzioni agricole dal colombo di città è stato di 932.000 euro fra il 2004 e il 2019, continua Regione. “Per non superare il limite massimo totale di capi prelevabili, ogni cacciatore autorizzato al controllo del colombo di città, potrà prelevare un numero non superiore a 33 capi totali nel corso del periodo consentito ed un numero di capi giornalieri non superiore a 30. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e l’agricoltura va difesa anche attraverso una alleanza sempre più stretta tra mondo agricolo e venatorio. Nella nostra regione il settore primario dà lavoro a oltre 230 mila persone e intendiamo intraprendere ogni azione possibile per valorizzare il nostro sistema agroalimentare, che sarà il principale protagonista della ripartenza economica”.

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