il paradosso

Esercente disperata: “Ho il negozio chiuso, ma sono esclusa dal decreto Ristori bis”

I negozi di calzature per adulti non sono stati inseriti tra i beneficiari degli indennizzi, perché hanno lo stesso codice Ateco di chi vende prodotti per bambini che, al contrario di loro, può restare aperto.

Esercente disperata: “Ho il negozio chiuso, ma sono esclusa dal decreto Ristori bis”
Martesana, 14 Novembre 2020 ore 13:58

E’ un paradosso. I commercianti di scarpe per adulti non avranno alcun indennizzo per il lockdown. Se il Dpcm infatti da una parte fa distinzione tra chi vende prodotti per bambini, che può restare aperto, e chi invece si occupa di uomo e donna, che deve appunto abbassare la saracinesca, quando si occupa degli indennizzi fa di tutta l’erba un fascio.

“Sono disperata”

A lanciare l’allarme è Chiara Divittini, negoziante di scarpe di Cernusco sul Naviglio: “Il codice Ateco è lo stesso per chi si occupa dei bambini e noi – ha spiegato – Quindi siccome loro sono aperti, il ristoro non è previsto. Il 16 novembre c’è la scadenza per pagare l’Inps. Verserò quella, poi non avrò più i soldi per l’affitto e il resto”.

Nella Gazzetta della Martesana

Tutti i dettagli nell’edizione della Gazzetta della Martesana in edicola e nell’edizione sfogliabile online per smartphone, tablet e Pc da sabato 14 novembre 2020.

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