Economia
Rivoluzione in città

Dal degrado dell'ex Galbani alla nuova Melzo Citylife

Presentato il progetto che porterà alla completa riqualificazione di due aree in stato di abbandono da 15 anni. Si punta a completare le opere entro cinque anni dalla firma della convenzione.

Dal degrado dell'ex Galbani alla nuova Melzo Citylife
Economia Melzese, 12 Aprile 2022 ore 09:44

Presentato il progetto di riqualificazione delle aree ex Galbani, la proposta di Variante al Piano integrato di intervento che porterà alla completa riqualificazione delle superfici in stato di abbandono e di degrado da ormai 15 anni. Un progetto avveniristico che punta a trasformare la zona della stazione e delle ex porcilaie nella nuova Melzo Citylife.

Dal degrado ex Galbani a Melzo Citylife

La scorsa settimana l'assessore all'Urbanistica Silvia Meazza insieme al collega dei Lavori pubblici Francesco Ferrari hanno presentato la progettualità su cui l'Amministrazione ha lavorato per  oltre un anno. Una proposta di riqualificazione delle aree ex Galbani, acquistate dall'operatore Officine Mak, che tenga conto degli interessi del privato, ma anche della volontà di dare una spinta di ripartenza alla città.

Già solo guardando le carte e i rendering presentati dallo studio di architettura che ha curato i lavori ci si rende conto di come si sia guardato alle grandi città europee, in particolare a Milano, cercando di riportare in provincia quanto fatto con Citylife: abbinare il residenziale ai servizi e a una riqualificazione degli spazi che passi prima di tutto da una sensibilità ambientale.

Zona stazione

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Rispetto a un anno e mezzo fa, quando era stata presentata la prima bozza di masterplan, non è cambiata di molto la strada seguita da Amministrazione e progettisti. Saranno realizzati 54mila metri cubi di residenziale, con 10mila in convenzione (da decidere a quale categoria destinare le abitazioni a costo calmierato), 12mila di direzionale (uffici e servizi che saranno collocati nell’ex stabilimento Galbani, che sarà completamente riqualificato mantenendo però un legame con la storia che rappresenta) e 4.500 per negozi di vicinato.

Sarà realizzata una promenade, ossia una sorta di corridoio pubblico che diventerà una galleria commerciale a cielo aperto. E’ stato previsto anche un parco centrale, oltre che un’area verde privata, parcheggi lungo tutto l’asse dei binari ferroviari e una riqualificazione viabilistica dell’intero comparto, a cominciare da uno sbocco diretto su via Roma e dalla sistemazione dei sottopassi e degli incroci su via Martiri della Libertà. Da un punto di vista architettonico, oltre al mantenimento dell’ex stabilimento, spicca la scelta di realizzare una palazzina di nove piani che fungerà da simbolo del nuovo quartiere, all’insegna di appartamenti di pregio, in alta classe energetica e che seguano le nuove tendenze dell’abitare.

Ex porcilaie

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Lungo la Sp13, invece, i piani sono cambiati in maniera considerevole. Il nuovo progetto conferma la realizzazione di una media struttura di vendita, ma al posto degli altri edifici commerciali che erano inizialmente previsti nell’area più a sud, si è scelto di creare una nuova zona residenziale. Un insediamento cui sarà affiancato un’area sportiva polifunzionale con parco annesso, oltre che un sistema di piste ciclopedonali che permetterà di collegare la zona con il centro e anche con l’area industriale di via Erba.

Confermata la scelta di modificare la viabilità lungo la Sp13 con la realizzazione di due nuove rotonde (una sostituirà il semaforo con via Sant’Elia) e una terza su via Lussemburgo, per immettersi su via Verdi. Da un punto di vista naturalistico, oltre alla creazione di un nuovo parco ci sarà anche la sistemazione delle sponde del Molgora e il mantenimento delle facciate delle ex porcilaie Galbani, che saranno riqualificate per diventare una sorta di monumento di archeologia industriale.

Pronto in cinque anni

L'aspetto forse più interessante di tutta la questione riguarda le tempistiche: all'interno della Convenzione che sarà firmata dall'Amministrazione e dall'operatore privato, infatti, è previsto un cronoprogramma particolareggiato che impegna Officine Mak a partire prima di tutto con le opere di urbanizzazione primaria. Nelle intenzioni della società, come confermato dagli architetti che stanno seguendo la progettualità, le prospettive sono ancora più ambiziose: salvo imprevisti, infatti, si completa a portare a termine il progetto entro cinque anni, rispetto ai dieci che saranno previsti dalla convenzione.

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