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Colombo Costruzioni, 120 anni di storia con numeri da record

L’azienda lecchese dovrebbe chiudere il 2025 con un fatturato di 250 mln. E per il 2026 punta a 300 mln

Colombo Costruzioni, 120 anni di storia con numeri da record

Ha da poco festeggiato i suoi primi 120 anni di storia. Le sue opere iconiche contraddistinguono lo skyline del capoluogo lombardo: dal Bosco Verticale alla Torre UniCredit, dalla Torre Allianz a City Life. Ma non è tutto. Ha firmato pure interventi di prestigio a Milano come Fondazione Prada, Gioia 22, The Medelan, Casa Moncler, l’headquarter Ermenegildo Zegna; a Roma il Parco della Musica e la sede di Enel; a Torino il quartier generale Lavazza; a Trento il Muse; a Biella le sedi di Banca Sella e Lanificio Sella; a Lecco il nuovo campus del Politecnico.

Una delle imprese più importanti del panorama italiano

Colombo Costruzioni è oggi una delle più belle e importanti imprese italiane che ha chiuso il bilancio 2024 con un fatturato di 220 milioni di euro e che nel 2025 dovrebbe arrivare a quota 250 milioni. Una straordinaria realtà che nel suo headquarter di Lecco occupa 190 dipendenti ai quali si aggiunge un indotto medio di almeno 1.000 persone che lavorano direttamente nei vari cantieri sparsi per l’Italia.

Una storia di famiglia lunga cinque generazioni

«In 120 anni siamo cresciuti passando da azienda famigliare specializzata in ponti, strade e gallerie con il bisnonno Guglielmo a impresa edile che lavorava per conto terzi e privati, fino a diventare General contractor impegnata in grandi opere. A muoverci è sempre stata la passione di voler trasformare in realtà un’idea progettuale, affrontando sfide sempre più complesse. Una passione che, come famiglia, abbiamo sempre cercato di condividere non solo con i nostri dipendenti e collaboratori, ma anche con partner e fornitori. È grazie ad ognuno di loro che abbiamo raggiunto traguardi così prestigiosi», ci ha spiegato l’architetto Luigi Colombo, Presidente e Amministratore delegato della Colombo Costruzioni, esponente della quarta generazione dell’impresa fondata nel 1905 dal bisnonno Guglielmo, proseguita dal nonno Luigi con i fratelli Giuseppe e Calimero e continuata dal papà Antonio. Un’impresa fortemente managerializzata, guidata dal Direttore generale ingegner Luca Tommasi, ma nella quale la famiglia continua ad avere un ruolo di primissimo piano, non solo con le deleghe dell’architetto Luigi Colombo, ma anche per la presenza della sorella Paola, membro del CdA, e l’ingresso della quinta generazione: Andrea Cappoli, Direttore HR, Sviluppo e Tecnologie, Marco Colombo, Real Estate and Business Developer, e Anna Colombo, responsabile Sostenibilità di Gruppo.

La centralità delle persone come fattore di successo

Un’azienda cresciuta perché ha sempre creduto nella centralità delle persone. «Le risorse umane sono il principale fattore di successo di ogni attività – conferma – Abbiamo un tasso di fidelizzazione molto alto perché esiste un forte legame tra azienda e collaboratori, caratterizzato da rapporti interpersonali virtuosi, basati su rispetto, fiducia, supporto e comunicazione aperta. Negli ultimi anni abbiamo investito sui giovani che desiderano crescere con noi: puntiamo con sempre maggiore convinzione sui giovani talenti perché l’innovazione corre e l’azienda deve stare al passo con il nuovo. Penso ad esempio alla progettazione BIM, che abbiamo adottato tra i primi nel nostro settore, e all’utilizzo dell’AI, che può rappresentare un valore aggiunto per il nostro lavoro. In azienda abbiamo recentemente costituito un’Academy dove le persone vicine alla pensione accolgono e accompagnano l’ingresso dei nuovi collaboratori trasmettendo loro le conoscenze e l’esperienza acquisite negli anni».

Crescita dei volumi e cantieri strategici aperti

Il bilancio 2025, non ancora chiuso, parla di una crescita dei volumi vicina al 15% a quota 250 milioni, ma le ambizioni per il 2026 sono ancora superiori, con l’obiettivo di sfiorare il tetto dei 300 milioni. Del resto i cantieri aperti sono molti e particolarmente significativi: i sette edifici che compongono l’headquarter di Enel a Roma; i tre alberghi a Milano (a Porta Vittoria, a Porta Romana e in corso Matteotti) per tre importanti catene alberghiere internazionali, oltre l’iconico grattacielo orizzontale City Wave di Generali e la nuova sede A2A sempre a Milano; l’Unione Zero di Hines nell’ex area Falck a Sesto San Giovanni dove verranno realizzati una residenza per studenti da 600 posti, uno spazio per Banca Intesa e una parte destinata a uffici.

Un mercato complesso tra ciclicità e burocrazia

Nell’headquarter di Lecco la pianificazione del lavoro futuro è in costante movimento, non ci si può fermare: il mercato delle costruzioni italiano è ciclico (alti e bassi) a causa di fattori macroeconomici e specifici del settore, ma è anche noto per una forte burocrazia, che rallenta processi e investimenti e anche da qualche problematica come il rallentamento dello sviluppo edilizio a Milano.

Nessun cantiere fermo, ma attenzione al rallentamento

«Noi non abbiamo cantieri fermi – ci ha anticipato il Presidente e Ad della Colombo Costruzioni – ma è innegabile che il comparto delle costruzioni stia rallentando. Edilizia e automotive sono i settori che muovono il maggiore indotto e questo rallentamento sta avendo forti ripercussioni, oltre che suggerire a molti operatori di guardare ad altre aree geografiche. Noi stiamo partecipando a molte gare in tutti i comparti dell’edilizia residenziale, commerciale, turistica-ricettiva, industriale e stiamo monitorando con attenzione il fenomeno dei data center».

Lo sguardo si allarga verso i mercati internazionali

E adesso si inizia a guardare con convinzione anche all’estero. «Un General contractor con la nostra esperienza e che ha saputo realizzare diversi e importanti edifici iconici ha ovviamente acquisito una certa visibilità tra gli operatori internazionali – ci ha confidato l’architetto Luigi Colombo – Abbiamo avuto contatti con investitori europei, di Arabia Saudita e Emirati Arabi. Staremo a vedere…».

Valori solidi per affrontare le sfide future

Il colosso lecchese non è preoccupato ma per continuare a crescere deve aprirsi al nuovo e accettare sfide sempre più complesse. «Il coraggio e la determinazione sono sempre state caratteristiche di mio padre Antonio, oggi presidente onorario – ha concluso – Ho sempre fatto tesoro di questi valori che sto cercando di trasferire alla quinta generazione rappresentata da mio nipote Andrea e dai miei figli Anna e Marco che occupano posizioni di rilievo in azienda. Insieme alla passione e alla dedizione per il lavoro, all’attenzione per la qualità e al rispetto dei tempi, operando nel pieno rispetto dei principi di correttezza, trasparenza e affidabilità».