Cambio gestore gas, perché conviene il mercato libero

Il servizio di maggior tutela chiuderà il 31 dicembre 2021, è utile quindi approfittare in anticipo delle possibilità offerte dai diversi fornitori energetici

Cambio gestore gas, perché conviene il mercato libero
Economia Martesana, 17 Dicembre 2020 ore 07:03

Forse non tutti sanno che il 31 dicembre 2021 chiuderà una volta per tutte il servizio di maggior tutela per le utenze domestiche del gas e della luce. Significa che entro tale data ciascun consumatore dovrà necessariamente abbandonare il mercato tutelato passando a quello libero. Servirà quindi selezionare le offerte presenti da parte dei fornitori energetici, scegliendo quella a noi più congeniale. È conveniente effettuare subito questa operazione inevitabile, ponderandola con tranquillità e iniziando a risparmiare il prima possibile. Per quanto riguarda il cambio di fornitore del gas, ci sono post che spiegano in maniera accurata come fare per passare da un gestore all’altro. Ma conviene davvero passare al mercato libero

Le differenze fra mercato libero e tutelato

Da tempo nel nostro paese esiste il mercato libero. Ogni consumatore è libero di scegliere da quale venditore acquistare gas ed energia elettrica. E fino alla fine del 2021 può comunque rimanere nel mercato tutelato. Le due alternative hanno ovviamente caratteristiche molto diverse. Il mercato tutelato per esempio prevede tariffe che variano a seconda delle fluttuazioni dei prezzi all’ingrosso, mentre in quello libero il costo è stabilito dai fornitori. Non solo: il mercato libero, per sua stessa natura, beneficia del regime di concorrenza, portando dunque a prezzi maggiormente contenuti, mentre nel tutelato è l’Autorità a stabilire l’unica offerta. Inoltre il mercato libero garantisce in plus nell’ottica della semplificazione: permette infatti di avere lo stesso gestore sia per il gas che per la luce, condizione altrimenti non verificabile.

Cambio gestore gas, cosa comporta?

Non aspettiamoci chissà quali problematiche oppure tempistiche bibliche. In primis rassicuriamo il portafogli: cambiare venditore non è un’operazione con un costo per il consumatore. Gli unici ed eventuali esborsi saranno relativi alla sottoscrizione del nuovo contratto. Per effettuare il passaggio effettivo servono generalmente da uno a due mesi a secondo di quando viene attivata la procedura di switching dal nuovo fornitore. In ogni caso la data prevista viene indicato nel contratto di fornitura. Chiudiamo con un’altra rassicurazione: la fornitura non viene interrotta durante il passaggio, quindi non si rischia assolutamente di rimanere senza gas.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità