Era il 18 ottobre 1983. Per Cernusco sul Naviglio si trattava di un momento storico. Roberto Camerani, uomo stimato e con diversi incarichi in città, dopo un lungo silenzio su quanto gli era accaduto quarant’anni prima a Mauthausen, nel campo di concentramento tedesco dove era stato deportato, presentava alle stampe il suo libro “Il viaggio” nel quale raccontava la sua terribile esperienza.
Uno dei primi servizi del fotografo
Quel giorno per il servizio fotografico ufficiale dell’Amministrazione c’era Fiorenzo Colombo, che insieme ai suoi soci, aveva da poco aperto il negozio Photosystem e iniziato con loro un’avventura terminata poco più di un anno fa quando ha ceduto l’attività. Oggi Colombo ripercorre alcuni momenti storici della città ripescando immagini dal suo prezioso archivio fotografico.
E nell’approssimarsi del Giorno della memoria, dedicato al ricordo della Shoah, la presentazione del libro del cernuschese, divenuto una pietra miliare, è una testimonianza importantissima.
Così Colombo:
Era uno dei nostri primi servizi. Conoscevo Camerani come una persona per bene e molto discreta. La presentazione avvenne in Villa Greppi, in biblioteca, che allora si trovava dove oggi c’è l’Anagrafe. La sala era gremita di gente.
I sei cernuschesi deportati
Il 18 dicembre 1943 sei giovani cernuschesi considerati sovversivi furono deportati nei campi tedeschi. Si trattava di Roberto Camerani, Ennio Sala, Quinto Calloni, Angelo Ratti, Virginio Oriani e Pierino Colombo. Oriani e Colombo non rividero mai più casa propria.
Camerani mantenne il riserbo su quello che gli era accaduto e solo decenni dopo la sua liberazione, iniziò una intensa attività di divulgazione, non solo in città, per darne testimonianza. E scrisse anche il libro. Continuò sino alla morte, che avvenne nel 2005.
Ora a ricordarlo in via Cavour, davanti a quella che era la sua abitazione, c’è una pietra d’inciampo. Un’altra è in via Marcelline, dove abitava Oriani.
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