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L'Oasi di Pozzuolo diventa "paradiso" dell'avifauna

Grazie all'intervento del Wwf un gioiello per i bird-watchers.

L'Oasi di Pozzuolo diventa "paradiso" dell'avifauna
Cultura Cassanese, 16 Aprile 2021 ore 08:05

Il Wwf proietta oltre il tempo del Covid l’Oasi dell’Avifauna realizzata a Pozzuolo Martesana da Tangenziale Esterna SpA riconvertendo a Riserva, grazie a una rinaturalizzazione certosina, l’ex cava di prestito (360.000 metri quadrati) usata, sino al 2015, per rifornire di ghiaia e sabbia i cantieri di A58-Teem, poi donata al Comune e infine (2019) affidata in gestione dal Municipio all’associazione ambientalista.

L'Oasi di Pozzuolo "paradiso" dell'avifauna

Nel pieno rispetto dei protocolli anti-contagio varati, via via, da Governo e Regione, i volontari dell’organizzazione hanno trasformato, infatti, nelle ultime settimane il sito confinante con Melzo, al cui interno gli ornitologi si sono premurati di censire 80 specie acquatiche, in un santuario del bird-watching limitrofo all’Autostrada (33 chilometri da Agrate a Melegnano raccordati con A4 Torino-Trieste, A35-BreBemi e A1 Milano-Napoli).

Alternandosi al lavoro in poche unità dotate di mascherina e attente al distanziamento, donne e uomini del Wwf  hanno costruito, del resto, sia postazioni per l’avvistamento dei volatili sia mangiatoie progettate per gli uccelli e si sono preoccupati di delineare i camminamenti in trincea attorno al lago che, quando sarà possibile riaprire al pubblico lo spazio, consentiranno ad adulti, ragazzi e bimbi di fruirne con percorsi dedicati.

Attività mai interrotta

 Non abbiamo mai interrotto le operazioni avviate prima che esplodesse la pandemia con l’obiettivo di rendere il posto ideale per la pratica del bird-watching – dichiarano  Cesare Bertoni e Roberto Francini -  Siamo venuti qui con entusiasmo in piccoli gruppi nei fine settimana e non abbiamo lesinato l’impegno perché gli interventi di specializzazione si sono rivelati non solo tantissimi ma pure piuttosto complicati.

Nemmeno l’emergenza sanitaria ha fermato, dunque, il definitivo adattamento di un "non luogo" per eccellenza, quale rimane, in genere, un’ex cava di prestito, in un patrimonio ecologico in grado di generare, non appena l’allarme cesserà, risorse per un territorio duramente colpito dal Coronavirus in virtù dei flussi turistici innescati dalle visite già opzionate da migliaia di appassionati degli avvistamenti di avifauna palustre.

 E ad accreditare le potenzialità attrattive del nuovo paradiso  c’è pure la migrazione verso la riserva di cui si sono resi protagonisti, nel 2018, gli ornitologi per fotografare lo svasso albino definito «imperdibile» nei loro bollettini Internet, i martin pescatore, i moriglioni, i tuffetti, i mestoloni, le marzaiole, i gruccioni eccetera.

Abbiamo riscontrato una concentrazione di specie inusuale per il Milanese – aveva affermato Antonio Delle Monache, coordinatore regionale delle guardie venatorie Wwf, durante la prima perlustrazione ufficiale del sito avvenuta quasi due anni fa - Le nidificazioni, evidenti da tempo, sono spiegabili esclusivamente con l’efficacia della riqualificazione attuata da Tangenziale Esterna SpA terminata l’attività di escavazione.

L’auspicio di cittadini e imprese della Martesana è, insomma, che, a partire dall’estate 2021, la valorizzazione dell’Oasi possa non solo costituire un esempio da seguire per altre comunità ma anche contribuire alla ripresa del dopo Covid sull’onda dell’incremento di presenze sul territorio garantito da safari a colpi di flash e inquadrature di binocolo, lezioni di biodiversità per le scuole, eventi tematici e indagini scientifiche.

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