decima edizione del concorso

Liberi di Scrivere: a Carugate la parola torna luogo di incontro e di memoria

Sono ben 438 i racconti giunti da tutta Italia e dall’estero: dieci premiati nella sezione adulti e uno nella sezione ragazzi

Liberi di Scrivere: a Carugate la parola torna luogo di incontro e di memoria

In ogni comunità esistono momenti in cui la pratica della scrittura, spesso relegata a gesto privato, riacquista la sua funzione più antica: essere strumento di conoscenza e di convivenza civile. La decima edizione del concorso Liberi di Scrivere, promossa dal Comune di Carugate, ha offerto un esempio eloquente di come la parola, quando è coltivata con cura, possa diventare un bene condiviso.

438 racconti arrivati dall’Italia e dall’estero

L’iniziativa, ospitata sabato 17 gennaio 2026 nel nuovo auditorium di via San Francesco, non si è limitata a premiare dei racconti: ha restituito alla cittadinanza il senso di una pratica culturale che unisce, educa e custodisce. La biblioteca civica, insieme a Librerie Coop, al Gruppo Teatro Tempo e con il sostegno di realtà locali come Bcc Milano, ha costruito negli anni un presidio che non considera la scrittura un esercizio ornamentale, ma una disciplina che richiede attenzione, responsabilità e rispetto per il lettore.

I numeri, pur significativi, non bastano a spiegare la portata dell’iniziativa: 438 racconti giunti da tutta Italia e dall’estero, dieci premiati nella sezione adulti e uno nella sezione ragazzi. A scrivere sono stati giovani e anziani, studenti e detenuti, in un arco generazionale di oltre settant’anni. Questa varietà non è un semplice dato statistico, ma la prova che la scrittura, quando è proposta come spazio aperto, riesce a includere e a dare voce a chi spesso non ne ha. I quattro testi provenienti dal carcere di Opera lo ricordano con particolare forza: anche in condizioni di privazione, la parola scritta può restituire un margine di libertà, un varco di pensiero.

Il primo premio è stato attribuito a Fabio Cavalchi di Reggio Emilia con Dieci Minuti; nella sezione ragazzi si è distinta Elisa Sangalli di Carugate con Dieci piccoli umani. Un momento di particolare intensità è stato dedicato alla presentazione del valore del “Premio speciale alla memoria di Cristina Borgonovo”, assegnato in questa edizione al racconto di Elisabetta Spina di Brugherio, La terra del mai. La figura di Cristina (bibliotecaria, professionista del settore culturale regionale e per anni membro autorevole della giuria) è stata ricordata non come un’assenza, ma come un’“entusiasta portavoce di sete di cultura”, una presenza che continua a orientare il lavoro di chi crede nella funzione educativa della lettura e della scrittura.

La giuria, presieduta da Marina Visentin, ha valutato i testi secondo criteri di creatività, coerenza e qualità stilistica. Tuttavia, ciò che emerge con maggiore evidenza è l’attenzione dedicata al gesto stesso dello scrivere: un’attenzione che implica ascolto, misura, scelta accurata delle parole. In un tempo in cui la comunicazione tende alla rapidità e alla semplificazione, questo concorso ricorda che la lingua richiede lentezza, riflessione, un esercizio costante di precisione.

Nell’introduzione all’antologia dei racconti premiati, il consigliere comunale Maurizio Nava ha osservato che tra le pagine raccolte può “germogliare un’emozione inattesa”. È un auspicio che richiama una verità semplice: la lettura, quando è autentica, modifica il nostro sguardo; la scrittura, quando è sincera, restituisce al mondo una forma più nitida.

Il Comune di Carugate ha reso disponibile gratuitamente un libricino con i testi premiati, consultabile anche online. È un gesto che ribadisce la natura pubblica e condivisa della cultura: un invito a leggere, a scrivere, a riconoscere nella parola non un ornamento, ma uno strumento essenziale della nostra vita civile.

Gli 11 testi premiati sono consultabili anche online, all’indirizzo: https://www.comune.carugate.mi.it/novita/notizie/novita_166.html.