La storia di Melzo a partire da una mappa sbagliata

Presentato il libro realizzato da Sergio Villa e Lino Ladini.

La storia di Melzo a partire da una  mappa sbagliata
Cultura Melzese, 26 Febbraio 2018 ore 09:33

Ricostruire la storia del Seicento partendo da una serie di errori e di incongruenze. Questo il lavoro fatto da Lino LadiniSergio Villa con il libro "La mappa sbagliata".

Una mappa sbagliata dà inizio alle indagini

Le indagini dei due "storici per passione" è partita da una mappa sbagliata. Un vecchio foglio di carta consunta, un disegno realizzato a mano da Ferrante di Lodi. LA data riportata sulla carta era quella del 1623. A incuriosire i due melzesi, però, è stata la legenda che l'autore aveva realizzato sul retro. Tante le voci indicate, per lo più monumenti e luoghi di interesse del bordo di Melzo. Eppure qualcosa non tornava.

Queste chiese non dovrebbero esserci

Se il 1623 era davvero la data di realizzazione della carta del Ferrante, allora qualche sicurezza degli storici melzesi veniva minata. Perché sulla legenda del foglio venivano riportate delle opere architettoniche che, in quel periodo, non dovevano ancora essere state realizzate. Come la chiesa di San Francesco e quella di Sant'Antonio che, stando alle conoscenze dei melzesi, risalgono a un periodo successivo al 1623.

La ricerca a partire dalle incongurenze

La ricerca storica ha così mosso i primi passi dalle incongruenze storiche. Non solo le chiese, anche le nomenclature di alcuni edifici e l'assenza di altri ha destato l'attenzione dei ricercatori che hanno deciso così di approfondire lo studio. Un lavoro lungo e reso complicato dalla scarsezza di fonti e dalla difficoltà nel recuperare i documenti. Ci sono voluti sei anni, ma domenica pomeriggio in sala Vallaperti è stato ufficialmente presentato dagli autori.

Un lustro per il Comune

 

Presenti all'incontro Roberto Manzotti nelle vesti di moderatore, l'autore Lino Ladini e i rappresentanti dell'Amministrazione comunale. Perché il sindaco Antonio Fusè e l'assessore alla Cultura Morena Arfani hanno fatto la loro parte nel contribuire alla realizzazione dell'opera. Il Comune, infatti, ha contribuito nel finanziamento per la realizzazione del volume in quanto, come detto dal sindaco stesso, "investire sulla cultura vuol dire non tanto avere un ritorno economico immediato, ma puntare a qualcosa di più grande e importante, alla valorizzazione della storia melzese".