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Giornata di addii per i bimbi bielorussi a Trezzo LE FOTO

Dopo un mese di permanenza in città hanno lasciato Trezzo con un commosso saluto alle famiglie ospitanti.

Giornata di addii per i bimbi bielorussi a Trezzo LE FOTO
Cultura 03 Novembre 2017 ore 07:40

La comitiva di bimbi bielorussi che il primo ottobre era arrivata in città (LEGGI QUI), ospite dell'associazione Aiutiamoli a vivere ha lasciato Trezzo.

Un mese con le famiglie e non solo

L'ultimo e commovente saluto si è tenuto mercoledì nel primo pomeriggio. Prima di salire sull'autobus che li avrebbe riportati in patria i bimbi bielorussi hanno salutato per l'ultima volta le loro famiglie ospitanti. Sono rimasti in città da ottobre a novembre e, anche quest'anno, hanno vissuto tanti momenti intensi e piacevoli. Fra questi il caloroso benvenuto ricevuto nella palestra della scuola in occasione del loro arrivo, alla presenza dei coetanei trezzesi, delle maestre e delle autorità pubbliche. Hanno trovato anche dei "nonni acquisiti" passando un allegro pomeriggio presso l'Auser Libro Aperto, consumando una allegra merenda (PER APPROFONDIRE).

Venti anni di ospitalità grazie ad Aiutiamoli a vivere

Ogni anno, in autunno, l'Associazione ospita grazie alla generosità delle famiglie un bimbo bielorusso (oppure uno degli adulti accompagnatori la maestra e l’interprete). Lo scopo è far passare un periodo lontano dal loro territorio, ancora contaminato dall'incidente nucleare della vicina Chernobyl, avvenuto nel 1986 in Ucraina.

Come è strutturato il soggiorno dei bimbi bielorussi

Durante la giornata, dal lunedì al venerdì, fanno attività didattica con l’insegnante bielorussa in locali messi a disposizione dalla scuola. Il Comitato organizza attività di tipo sanitario (visite pediatriche di controllo; visite oculistiche e dentistiche per tutti, più eventuali visite specialistiche per chi avesse necessità), ricreative (nuoto in piscina, ludico motorie, visite e gite, momenti di gioco e festa insieme) perché il loro soggiorno sia davvero una “vacanza terapeutica”. Alle persone ospitanti viene richiesto, oltre all'impegno di offrire vitto, alloggio e abbigliamenti, un contributo alle rilevanti spese di gestione del progetto.

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