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C’è anche una giovane scrittrice della Martesana tra i candidati al Premio Italo Calvino

Giorgia Testa, classe 1994, cernuschese ora trapiantata in Francia è tra i nove finalisti del prestigioso premio nazionale

C’è anche una giovane scrittrice della Martesana tra i candidati al Premio Italo Calvino

C’è anche una giovane scrittrice proveniente dalla Martesana, oggi “trapiantata” in Francia, tra i finalisti del principale premio italiano per gli scrittori inediti. Tra i candidati al Premio Italo Calvino c’è la cernuschese Giorgia Testa con il testo “Keiro”.

Il Premio Italo Calvino

La cerimonia di premiazione della XXXIX edizione si svolgerà a Torino martedì 9 giugno dalle ore 17, al Circolo dei lettori e delle lettrici, alla presenza dei giurati Maria Grazia Calandrone, Sebastiano Mondadori, Francesco Pacifico, Piergiorgio Paterlini, Nicoletta Verna.

Il Premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore. Il Premio Italo Calvino guarda al futuro, segnala e premia opere prime inedite di narrativa. Si rivolge dunque agli aspiranti scrittori.  Il Premio non ha voluto – consapevolmente – definire una propria linea critica, né privilegiare stili, forme e contenuti. L’interesse è unicamente per la qualità della scrittura e per l’emergere di nuove tendenze. La nostra ambizione è essere rabdomanti della qualità e del nuovo. Oltreché dell’autentico.

Una cernuschese tra i nove finalisti

Tra i 1.073 manoscritti candidati, sono stati selezionati nove testi finalisti:

  • Pigliavento di Mattia Brienza,
  • Il sogno di un altro di Filippo Canoro,
  • Perla di Niccolò Lepori,
  • Il notturnista di Annalisa Maniscalco,
  • Supernova di Emilia Mazzacurati,
  • La linea opaca di Alessandro Metlica,
  • Nessuna primavera di Tommaso Santi,
  • Adènt di Daniela Tallini,
  • Keiro di Giorgia Testa

Proprio quest’ultima, Giorgia Testa, è una giovane docente cernuschese, nata e cresciuta in città e poi trasferitasi per studio.  Classe 1994 ,risiede a Saint-Denis in Francia. Dopo il liceo ha frequentato i corsi di Letteratura italiana alla Statale di Milano. Nel frattempo, ha partecipato a due Erasmus in Francia. Ha poi svolto tra Milano e Parigi un dottorato sulla ricezione filosofica di Mallarmé, il cui frutto – Entre marges et images: Trajectoires mallarméennes dans la critique littéraire de Sartre et Derrida – è stato pubblicato nel 2025 da Peter Lang.

È titolare di una cattedra di Letteratura francese in un liceo dell’hinterland parigino, insegna come vacataire all’università e nel frattempo scrive.

La sua opera candidata al premio finale

Keiro  è una narrazione sfumatamente distopica che, senza voltare lo sguardo, affronta un grande rimosso della nostra epoca: l’indicibile sofferenza del vivente negli allevamenti intensivi che riforniscono di nutrienti nobili le nostre tavole. Nella finzione romanzesca si immagina che dopo il contatto con i cannibali del Nuovo Mondo, sia diventato di moda in occidente il consumo di carne umana, purché di individui tarati e come tali reificati. Il veterinario protagonista prende coscienza dell’orrore solo quando crede di intravedere in una creatura partoriente una sua figlia minorata sottrattagli alla nascita. Un quadro crudamente satirico, ammirevole anche per l’inventiva lessicale.