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Vittima di stalking racconta:"Incubo finito, ma ho ancora paura"

Per 14 anni ha convissuto con il marito violento. "Ho ancora paura che ci possa fare del male".

Vittima di stalking racconta:"Incubo finito, ma ho ancora paura"
Cronaca Martesana, 08 Gennaio 2018 ore 11:21

Le fiamme hanno invaso l'abitazione in cui si trovava insieme ai tre figli, tutti minorenni. In quel momento la paura per la vita dei suoi bambini le ha dato la forza per non accettare più l'incubo in cui era piombata. Per 14 anni aveva sopportato le violenze e le minacce, ora basta.

Vittima di suo marito

Quattordici anni di matrimonio che si erano trasformati in un incubo. Violenze continue, minacce, la paura per sé, ma soprattutto per i suoi figli. Loro l'unico motivo che l'hanno indotta a non denunciare l'incubo in cui viveva, troppa la paura di ripercussioni sui tre figli innocenti. Ma proprio la più grande, di 16 anni, le ha dato la forza: "Mamma, denuncia". Così il 2018 è iniziato come una rinascita, con la speranza che quell'uomo che l'ha torturata per 14 anni resti lontano da loro per sempre. Adesso si trova in carcere, dopo che la scorsa settimana ha cercato di dare fuoco all'appartamento in cui si trovava la donna con i figli.

"Vivevamo in un incubo"

Le violenze sono cominciate un anno dopo il matrimonio. "Se la prendeva con me, mi picchiava, anche davanti ai ragazzi - ha raccontato la donna, ancora scossa da quanto successo - Non l'ho mai denunciato perché avevo paura che si vendicasse su di loro". A fine dicembre, però, non ce l'ha fatta più e di fronte all'ennesima minaccia, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri della Tenenza di Pioltello. "Ero disperata - ha continuato - Un giorno è tornato a casa dicendo che ci avrebbe ucciso tutto, che avrebbe dato fuoco alla casa. Mia figlia mi ha convinto e siamo andati a denunciarlo. Lui è sparito. Per alcuni giorni abbiamo vissuto in un incubo,  scortati dai militari che ci hanno rassicurato dicendo di chiamare il 112 ogni volta che ne avevamo bisogno".

Due taniche di benzina

L'ultimo episodio il 3 gennaio. "Mio marito si è presentato verso le 18.30 e lo sentivamo mentre dall'esterno cercava di forza la porta. Ho chiamato i carabinieri, ma quando sono arrivati di lui non c'era traccia. Forse si era nascosto nel sottotetto". Quando è tornato aveva con e due taniche di benzina con cui ha dato fuoco alla porta di casa. Dentro c'era la moglie e i tre figli. "La più grande stava andando in bagno ed è stata quasi travolta dalle fiamme - ha continuato la donna - Abbiamo chiamato i soccorsi e i Vigili del fuoco ci hanno fatto uscire dalla finestra mentre domavano le fiamme. I carabinieri si sono messi subito sulle sue tracce". E lo hanno trovato a Milano, dove per l'uomo sono scattate le manette. Il procuratore ha disposto la custodia cautelare in carcere.

"Abbiamo ancora paura"

Adesso è tempo di raccogliere i cocci della sua famiglia, di sistemare non solo ciò che le fiamme hanno distrutto, ma anche la vita di una famiglia che per 14 anni è stata soffocata dalla paura. Anche se il timore ancora non è sopito. "Non posso che essere grata ai carabinieri che ci hanno salvato la vita - ha concluso la donna - Ora un giudice dovrà decidere. Io mi auguro che rimanga in carcere. Ho paura che possa tornare e fare del male a me o ai miei figli".