Fine degli affari

Vendevano un chilo di cocaina a settimana: dodici arresti, il capo era un macellaio

Nel corso dell'operazione dei Carabinieri sequestrati un grosso quantitativo di stupefacente e una pistola

Sesto, 30 Giugno 2020 ore 14:36

Vendevano un chilo di cocaina a settimana: dodici arresti, il capo era un macellaio. Nel corso dell’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni sequestrati un grosso quantitativo di stupefacente e una pistola.

Fiumi di droga, dodici arresti dei Carabinieri

Oggi, martedì 30 giugno 2020, alle prime luci dell’alba e nelle Province di Milano, Monza e Pavia, i militari del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Monza nei confronti di dodici indagati (8 marocchini, tre italiani ed un venezuelano di età compresa tra i 24 ed i 64 anni), ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate dalla Stazione dei Carabinieri di Sesto San Giovanni nel mese di ottobre 2019 e condotte assieme ai militari della Sezione Operativa della Compagnia sestese, a seguito di varie segnalazioni di famiglie disperate e preoccupate per la diffusione di cocaina tra i propri figli, hanno consentito di documentare l’esistenza di un gruppo criminale (con al vertice tre componenti di una medesima famiglia, che facevano capo al gestore di una macelleria etnica di Monza), che attraverso quattro altre persone era specializzato nella vendita di grossi quantitativi di droga. I Carabinieri hanno calcolato come ogni settimana il gruppo riuscisse a smerciare fino a un chilogrammo di cocaina. Nell’arco di pochi mesi l’Arma ha ricostruito 150 episodi di spaccio e detenzione di stupefacenti tra Monza, Sesto e Milano.

La base operativa era una macelleria etnica e il giro di controllo in monopattino

La base operativa era allestita all’interno di una macelleria etnica nel Comune di Monza, luogo in cui i principali indagati trasportavano lo stupefacente all’atto della consegna all’acquirente, che la riceveva dopo trattative svolte nell’esercizio commerciale e non prima che il responsabile avesse compiuto, a bordo di un monopattino, un giro di controllo dell’isolato per verificare che non ci fossero nei paraggi le Forze dell’ordine. La droga veniva nascosta in un box di Concorezzo, sempre in Brianza, nella disponibilità del gruppo. Cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato oltre che per spaccio anche per la detenzione di una pistola con matricola abrasa.

Il gergo per ordinare lo stupefacente

Per ordinare la droga i clienti e i pusher usavano un loro gergo tecnico: “uno schiaffo”, “un pugno”, “una sberla”, a seconda del peso desiderato. Dieci dei dodici destinatari del provvedimento sono stati rintracciati e sottoposti alla misura cautelare. I restanti due sono stati individuati fuori dal territorio nazionale. Durante le operazioni di questa mattina, che hanno visto coinvolte anche le Unità cinofile del Gruppo Carabinieri di Orio al Serio, è stato tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio un italiano di Monza, classe 1971, colpito da ordinanza, che è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.

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