Gessate

Le parole di Vasco Rossi per l’ultimo saluto a Elena e Diego, i gemellini uccisi dal padre VIDEO e FOTO

Oggi, sabato 4 luglio 2020, quando le due salme hanno attraversato al Centro sportivo sono state accompagnate da un lungo applauso e dalla canzone "Un senso".

Le parole di Vasco Rossi per l’ultimo saluto a Elena e Diego, i gemellini uccisi dal padre VIDEO e FOTO
Martesana, 04 Luglio 2020 ore 11:50

L’ultimo saluto oggi, sabato 4 luglio 2020, a Gessate ai gemellini uccisi dal padre. Oggi alle 10 si sono svolti i funerali  di Elena e Diego al centro sportivo.

Le note e le parole di Vasco Rossi per l’ultimo saluto ai gemellini uccisi dal padre

“Voglio trovare un senso a questa vita. Anche se questa vita un senso non ce l’ha”. Parole di Vasco Rossi e della sua “Un senso”, la musica che oggi, sabato 4 luglio 2020, nel Centro sportivo di Gessate (oggi in lutto cittadino), insieme a uno scroscio di applausi ha accompagnato i feretri delle salme di Diego ed Elena, i due gemellini di 12 anni uccisi dal padre Mario Bressi, nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 giugno 2020, che poi si è tolto la vita. Una maglia da calcio, quella del Gessate, la sua prima squadra, posta sulla bara di Diego e data alla mamma da parte del suo primo allenatore.  C’era poi anche uno striscione con una sua foto appeso all’ingresso della struttura da parte della Cambiaghese la squadra dove attualmente militava. Dopo le note di Vasco, un silenzio intenso e irreale è sceso sul campo sportivo mentre Daniela Fumagalli madre dei due ragazzi uccisi si sedeva vicino ai feretri dei due ragazzi.

Per l’ultimo saluto centinaia di gessatesi

Per l’ultimo saluto a Elena e Diego, centinaia di gessatesi hanno raggiunto il centro sportivo con largo anticipo sulla cerimonia funebre. “E’ facile andare in Paradiso, Dio vuole tutti i suoi figli con sé – ha detto il parroco don Matteo Galli che ha celebrato le esequie – Basta compiere piccole azioni dare da bere e da mangiare a chi ne ha bisogno, salutare un estraneo”. Il sacerdote nel corso dell’omelia ha poi ricordato come non solo sia facile andare ma anche vivere in Paradiso. “Con la compassione di chi ha un cuore grande”, la compassione che significa provare quello che sente l’altro. “Elena e Diego sono andati avanti – ha aggiunto – Ma pur nel distacco sappiamo che li ritroveremo”.

Il pensiero del vescovo e il messaggio del sindaco

Al termine della cerimonia non sono stati pochi coloro che hanno voluto leggere un messaggio e tracciare un ricordo di Elena e Diego strappati troppo presto alla vita. Il primo messaggio, quello inviato dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini è stato letto da don Paolo Ettori. “Imparate ad ascoltare gli angeli, imparate ad ascoltare Elena  e Diego”, ha letto il coadiutore rivolgendosi principalmente ai ragazzi, destinatari della missiva del prelato, “A volte tocca a voi ragazzi dire ai vostri genitori, mamma, papà, imparate ad ascoltare gli angeli”. Poi è stata la volta del messaggio del sindaco Lucia Mantegazza che, visibilmente commossa, ha ricordato i bellissimi sorrisi dei due ragazzi “Quando si prende un impegno nella vita pubblica si pensa sempre in positivo – ha commentato – E non si pensa di dover affrontare momenti come questi..”.

Il ricordo di insegnanti e allenatori

Anche i loro insegnanti hanno voluto ricordare i due ragazzi. Un professore con la voce rotta dall’emozione ha salutato rivolto un saluto ai ragazzi della prima C. “Ciao ragazzi, ciao Elena e Diego, se volete potremo continuare a darci il 5 come abbiamo sempre fatto, ho un immensi bisogno delle vostre domande e se non mi chiamerete più Proffy con  la ipsilon come eravate solti fare mi offendo. Vi voglio bene”. Anche un’altra docente ha voluto tributare un saluto a Elena e Diego ricordandone la vivacità intellettuale e la disponibilità. “Un insegnante sogna di spalancare le porte verso il futuro e non di andare avanti senza i suoi ragazzi ai quali sono state spezzate le ali prima di spiccare il volo – ha spiegato – Non  ho neanche una goccia di conforto per il mare di dolore della vostra mamma”.  Poi è stata la volta degli allenatori delle società sportive in cui militavano Elena e Diego la Free art, lei e la Cambiaghese lui.

La lettera della mamma

Il ricordo che ha chiuso la cerimonia è stato quello scritto da mamma Daniela. “Ciao nanetti, vi chiamavo così anche se ormai eravate alti quasi come me”, ha esordito la lettera che poi ha analizzato il carattere dei due ragazzi, molto diversi fra loro “Elena, un vulcano che porta allegria in ogni luogo, Diego più riflessivo e osservatore” Nello scritto mamma Daniela ha spiegato di aver capito che nella vita non serve essere perfetti, ma felici. “Finchè mi emozionerò al vostro pensiero, significherà che questa tremenda ingiustizia non ha vinto”.

 

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