Il caso

Vandali tagliano i cavi d’alimentazione dell’ascensore: anziani e disabili bloccati in casa

Il danneggiamento all'elevatore (appena montato) del palazzo popolare di Sesto San Giovanni di via Campestre. Il sindaco ha presentato denuncia ai Carabinieri

Vandali tagliano i cavi d’alimentazione dell’ascensore: anziani e disabili bloccati in casa

Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano ha formalmente presentato una denuncia-querela contro ignoti per l’atto di vandalismo avvenuto nei giorni scorsi all’interno del palazzo di edilizia popolare, e di proprietà del Comune, di via Campestre 250.

Vandali mandato ko il nuovo ascensore

Ignoti hanno tranciato i cavi di alimentazione dell’ascensore, che era stato montato (nuovo) solo a gennaio 2026. Così facendo l’elevatore è andato fuori uso, con pesanti difficoltà per anziani e disabili che vivono nello stabile di Cascina Gatti.

La denuncia presentata dal sindaco

“Gli uffici sono già al lavoro con l’azienda per il ripristino nel più breve tempo possibile – ha rassicurato il primo cittadino – Non si tratta di un caso isolato. A chi tenta sempre di strumentalizzare la qualunque, arrivando ad accusare l’Amministrazione di ‘isolare’ le persone con disabilità per presunte carenze nella manutenzione degli impianti, rispondo con i fatti: e i fatti parlano di atti vandalici e danneggiamenti sistematici”.

Chi c’è dietro i danneggiamenti sistematici?

Insomma, dietro il mancato funzionamento dell’ascensore c’è il dolo. E la mano di qualcuno, che le Forze dell’ordine hanno ora l’onere di identificare.

“Dopo anni di immobilismo, solo negli ultimi due anni abbiamo investito oltre 700 mila euro per sostituire e ripristinare gli ascensori degli alloggi comunali – ha aggiunto Di Stefano – Da sindaco continuerò a lavorare per tutelare il patrimonio pubblico e a garantire sicurezza ai cittadini. E a chi compie tali vigliaccherie risponderemo con denunce e interventi immediati. Il rispetto e la cura del bene pubblico devono valere per tutti, non solo da parte delle istituzioni. Chi rompe, paga”.