campagna vaccinale

Vaccini Covid: in Lombardia quasi finita la Fase 1

Il termine della prima tranche di vaccini è previsto per il 23 febbraio.

Vaccini Covid: in Lombardia quasi finita la Fase 1
Cronaca 02 Febbraio 2021 ore 13:11

"Il completamento della Fase 1 della campagna vaccinale oggi in corso, ossia la fase inerente gli operatori sanitari, sociosanitari delle strutture di ricovero e cura e degli operatori e ospiti delle Rsa, è previsto entro il 23 febbraio, con la somministrazione 320.000 vaccini di cui 305.814 già effettuate alla data del 31 gennaio". Lo ha detto la vicepresidente di Regione Lombardia, assessore al Welfare Letizia Moratti nel suo intervento di oggi, martedì 2 febbraio 2021, in Consiglio regionale.

Vaccini Covid: la situazione in Lombardia

La fase successiva, denominata 'Fase 1 Bis' riguarderà 107.425 persone appartenenti a otto categorie, oltre ad altro personale da censire, anche in funzione delle indicazioni del Ministero: Rsd (residenzialità psichiatriche), centri diurni, assistenza domiciliare, farmacisti, dentisti, odontoiatri e confprofessioni varie, sanità militare, Polizia di Stato, ambulatori accreditati e altri medici liberi professionisti, informatori scientifici del farmaco e altro personale da censire.

Dopo questa prima fase che era sulla base di target specifici occorre però chiarire alcuni punti con il Governo - ha continuato Moratti - In particolare serve una Conferenza Stato Regioni nella quale verificare i criteri di distribuzione dei prodotti vaccinali in relazione alla popolazione individuata poiché questo criterio potrebbe generare difformità tra le regioni e non rispondere effettivamente ai bisogni dei cittadini. Per questo sarebbe opportuno avere una definizione centralizzata e condivisa delle priorità per categorie, in modo da poter garantire più uniformità possibile tra le regioni.

La Fase 2

L'avvio della fase massiva, denominata "Fase 2" conferma il canale delle strutture ospedaliere pubbliche e private (hub), aggiungendo quello dei medici di base, delle farmacie, delle strutture cosiddette massive.

L'ipotesi di categorie prioritarie che potrebbero ricevere per prime i vaccini del contingente AstraZeneca che abbiamo per ora individuato - ha aggiunto la vicepresidente - è quella di appartenenti alle forze dell'ordine, al personale scolastico, al comparto della giustizia e al trasporto pubblico locale.

L'avvio della fase massiva previsto a breve  richiede una capillare comunicazione verso il cittadino. Per questo, entro una settimana, saranno forniti i dettagli delle procedure di adesione e prenotazione e entro due settimane sarà attivo il portale dedicato alla prenotazione delle vaccinazioni. Gli strumenti di raccolta delle informazioni di contatto e adesione, oltre al portale dedicato, saranno inoltre il portale dei medici di medicina generale e dei farmacisti e il contatto diretto tramite call center.

E' nostro obiettivo prioritario pianificare un modello di vaccinazione massiva adatto al territorio e alla popolazione lombarda. Per questo abbiamo già effettuato delle simulazioni e ipotizzato che esso sia scalabile e valutato sulla capacità effettiva di erogare e pianificare. I criteri per la scelta dei potenziali centri territoriali e dell'attività di somministrazione saranno di volta in volta da verificare con gli enti locali. La governance che abbiamo previsto per gestire il piano vaccinale  è composta da una cabina di regia formata dal presidente Fontana, dall'assessore alla Protezione civile, Pietro Foroni, dall'assessore al Welfare, dal commissario speciale Guido Bertolaso e si avvarrà delle competenze degli assessorati al Welfare e alla Protezione civile per la logistica, l'infrastrutturazione, l'esecuzione e il coordinamento delle risorse umane.

Gli ultraottantenni

La vicepresidente ha infine precisato la definizione del piano di contatto e gestione degli ultraottantenni, che sono oltre 700.000 in Lombardia e il cui inizio delle somministrazioni è previsto il 24 febbraio. La raccolta di adesioni per gli ultraottantenni dovrà avvalersi del contatto dei medici di base e degli assistenti domiciliari, ma potrà anche avvenire con l'accesso diretto al portale col supporto dei familiari o con il contatto telefonico