Contro la violenza di genere

Una panchina rossa in ricordo di Alessandra Cità

E' stata realizzata nel parchetto di via Aldo Moro, ad Albignano, poco distante da dove la donna è stata uccisa ad aprile

Una panchina rossa in ricordo di Alessandra Cità
Cronaca Cassanese, 18 Luglio 2020 ore 13:10

Una panchina rossa in ricordo di Alessandra Cità, la tranviera di 47 anni uccisa da Antonio Vena lo scorso 19 aprile ad Albignano. E' stata inaugurata oggi, sabato 18 luglio 2020, nel parchetto di via Aldo Moro, nella frazione di Truccazzano, a pochi passi dal luogo dell'omicidio.

Una panchina rossa per Alessandra Cità

Albignano ha deciso di ricordare Alessandra Cità dedicandole una panchina rossa, posata a poche decine di metri dall'appartamento dove, Antonio Vena l'ha uccisa con un colpo di fucile. L'iniziativa è stata promossa dall'Amministrazione di comune accordo con la famiglia della donna, presente all'inaugurazione. "La violenza contro le donne, sia essa fisica o psicologica, è un virus ben peggiore di quello che da mesi stiamo affrontando - ha sottolineato l'assessore alla Cultura Karin Cattaneo - Questa panchina è il simbolo del posto vuoto lasciato da una mamma, una sorella, una figlia che non ci sono più. Un invito a riflettere e a intraprendere insieme un percorso di sensibilizzazione verso l'abominio di un femminicidio e della violenza di genere".

Il pubblico presente all'inaugurazione della panchina rossa in memoria di Alessandra Cità

"Donna solare, rispettosa e piena di vita"

In tanti hanno affollato lo spiazzo di via Moro. Tra loro anche amici, colleghi e famigliari di Alessandra. Le loro parole sono state affidate a una lettera scritta da Francesco, il cognato della donna. "Per colpa di un carnefice, assassino a sangue freddo, ora non abbiamo più Alessandra, donna di gran cuore, buona, rispettosa e piena di vita - si legge nella missiva - Strappata a tutto per mano di una persona inutile. Ti vogliamo bene e questo segno resterà qui a ricordare alla gente quanto sia terribilmente ingiusto e sbagliato porre fine a una vita per far prevalere la presunzione e l'arroganza di essere uomo padrone".

Un pensiero per Sonia

Oltre ad Alessandra, il pensiero dell'assessore Cattaneo e dei presenti è andato a tutte le vittime di femminicidio e soprattutto a Sonia Balconi. Ricorrono quest'anno i dieci anni dal suo omicidio, avvenuto a Rivolta il 30 giugno 2010 per mano dello stalker che la perseguitava. Anche per lei l'Amministrazione sta pensando a un momento di ricordo. "Questo Comune non vuole in nessun modo dimenticare le vittime della violenza di genere", ha concluso l'assessore.

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