Cronaca
Cassina de' pecchi

Un videoclip quasi profetico per tornare a sperare dai ragazzi del Centro socio educativo

Scritto prima dell'emergenza sanitaria dai ragazzi con disabilità della cooperativa Filippide, parla della distanza, della necessità di costruire ponti e dell'amicizia.

Un videoclip quasi profetico per tornare a sperare dai ragazzi del Centro socio educativo
Cronaca Martesana, 13 Maggio 2020 ore 10:55

E' un videclip quasi profetico quello realizzato dai ragazzi del centro socio educativo Filippide di Cassina de' Pecchi. E' stato scritto infatti prima dell'emergenza sanitaria, ma oggi che Andrea Perego, il loro educatore, lo ha confezionato e montato, sembra parlare proprio di ciò che tutti, ma soprattutto le persone con disabilità, desiderano di più: riassaporare la bellezza della Terra e le relazioni.

"Tutti insieme si può fare"

Il testo della canzone è stato preparato durante il laboratorio di scrittura creativa e musicale, facendo vagare la fantasia a partire da un dipinto di Mirò, "L'ala dell'allodola". Parla di contatto con la natura, di amicizia e della possibilità di costruire dei legami. "Che bella è la Terra, che bello è questo posto - recita un passo della canzone - Ci faccio un filmato però non te lo posto, perché è con i tuoi occhi che lo devi vedere. Si può ancora migliorare: abbattiamo le barriere". Sottinteso quelle architettoniche, ma non solo.

Vicinanza e amicizia

Ma poi il testo prosegue con parole che sembrano pensate apposta per momenti come quello che si sta vivendo: "E anche se ti sembra che siamo un po' distanti, tutti insieme si può fare: costruiamo questo ponte". Nell'attuale situazione di emergenza sanitaria, inoltre, siamo tuttavia ancora costretti solo a immaginare spiagge, montagne e deserti, che è quello che fa il protagonista della canzone che parla in prima persona. "E se sono un po' triste è bello sapere che ci sono gli amici con cui è bello stare", prosegue. Insomma, "se mi guardo attorno, dai non sono solo". Un messaggio di speranza dunque, che arriva da chi forse ha sofferto maggiormente il distanziamento sociale e l'interruzione delle proprie abitudini, ma che può essere rivolto ai ragazzi delle scuole, da due mesi impossibilitati a frequentarsi, agli amici, a tutti.

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