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Ultima udienza del processo Hydra, i Comuni in difesa della legalità

Il dibattimento sull'inchiesta che ha messo in luce le infiltrazioni mafiose in Lombardia riprenderà a settembre dopo la pausa estiva

Ultima udienza del processo Hydra, i Comuni in difesa della legalità

Si chiude oggi la sessione estive del processo Hydra,  il più rilevante condotta dalla Direzione distrettuale antimafia milanese dopo il procedimento Crimine-Infinito nella lotta all’illegalità e alle infiltrazioni di stampo mafioso. E anche oggi in Tribunale, in veste di uditori, ci saranno anche i sindaci del territorio.

Ultima udienza del processo Hydra

L’indagine ha fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio “consorzio” tra camorra, Cosa nostra e ’ndrangheta, attivo nell’espansione dei propri interessi economici e nel tentativo di infiltrazione nelle istituzioni e nel tessuto produttivo del Nord Italia.

In questo contesto, le associazioni antimafia e i cittadini attivi rinnovano la loro presenza e il loro impegno: essere sentinelle della legalità, sostenere chi ha denunciato e rompere il silenzio che ancora circonda molte vittime. E a rappresentare la cittadinanza sono sindaci e assessori che si stanno alternando nei vari appuntamenti processuali.

Quanto ascoltato in Aula ha portato alla luce i danni che fa il sistema mafioso, nel momento in cui riesce a infiltrarsi negli appalti – ha commentato la presidente della Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità di Regione Lombardia Paola Pollini (M5s) –  Il modo in cui, sia che si tratti di opere pubbliche o di interventi privati, la mafia drena risorse e fa sì che i lavori non vengano conclusi, è l’ennesima conferma che il sistema mafioso non ha alcun interesse né per le persone né per la collettività. Dove interviene la mafia perdiamo tutti: loro prendono i soldi, mentre noi rimaniamo con opere incompiute e strutture, magari ospedali, incomplete. Siamo arrivati all’assurdo che la collettività arriva a rinunciare a strumenti potenzialmente utili, come i bonus edilizi, per paura che la mafia possa approfittarne. Per questo bisogna denunciare. Senza esitazione. Sempre. E le istituzioni hanno il dovere di sostenere e stare al fianco di chi denuncia. In tal senso è significativa la presenza, anche oggi, di molti rappresentanti degli enti territoriali.

Con oggi si chiude questa prima fase con il dibattimento che riprenderà nel mese di settembre.