Uccisa e gettata nel lago: al via il processo

Uccisa e gettata nel lago: al via il processo
Cronaca 13 Settembre 2017 ore 10:53

E' arrivato ieri, martedì, in aula il processo per l'omicidio della cernuschese Gabriella Fabbiano, il cui cadavere era stato trovato lo scorso dicembre nelle gelide acque della cava Merlini, al confine tra Cernusco e Carugate.

Non ci sarà alcuna perizia psichiatrica per il killer reo confesso Mario Marcone, che con la donna aveva una travagliata relazione, e per il complice Fabrizio Antonazzo. Così ha fatto sapere il pm Francesco Cajani nell'udienza del processo con rito abbreviato. Una svolta per rendere giustizia alla donna, che abitava in centro città e lavorava come promoter, potrebbe arrivare il 21 settembre, quando le parti saranno di nuovo in aula.

Il delitto aveva sconvolto l'intera comunità cernuschese. Come è stato ricostruito dagli inquirenti, la donna era stata uccisa da Marcone, netturbino suo coetaneo, nella casa dell'uomo, un appartamento in uno dei palazzoni di Pioltello che si affacciano sulla Padana, con un colpo di pistola alla testa: l'arma non è mai stata trovata e si sospetta sia stata buttata nello specchio d'acqua.

L'assassino, che aveva confessato l'omicidio avvenuto il 30 novembre davanti ai carabinieri, aveva nascosto il corpo della donna nella sua casa per quattro giorni, prima di decidere di sbarazzarsene. Con l'aiuto del complice, come emerso dalle indagini, avrebbe avvolto il cadavere in un cellophane e lo avrebbe portato alla cava. Qui lo aveva gettato nello specchio d'acqua con dei blocchi di cemento attaccati ai polsi e alle caviglie.

 Il cadavere, ancora chiuso nell'imballaggio come fosse spazzatura, era venuto a galla i primi giorni di dicembre. Erano subito partite le indagini e nel giro di pochi giorni il cerchio si era stretto intorno a Marcone, che aveva confessato. Il 21 settembre dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario, porto abusivo di arma da fuoco e soppressione di cadavere. Saranno accertate anche le responsabilità di Antonazzo.