Tutto da rifare per l'ampliamento del Carosello?

Tutto da rifare per l'ampliamento del Carosello?
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Nella documentazione allegata alla richiesta di avvio dell'atto di indirizzo per l'ampliamento del Carosello manca una firma fondamentale, quella di un geologo. Una mancanza che bloccherebbe l'intero procedimento, almeno secondo Cernusco Bene Comune.

Il comitato ha rilevato, attraverso accesso agli atti presso il comune di Cernusco, che la "Relazione geologica, idrogeologica e geotecnica" e la relativa precisazione sembrerebbero prive della firma e del timbro del geologo abilitato ed iscritto all’Albo, come previsto in questi casi.

Una situazione che gli attivisti di Cernusco Bene Comune hanno portato alla luce inviando una segnalazione ai Comuni di Cernusco e Carugate, alla Regione e alla Città metropolitana. Non solo. Mercoledì pomeriggio, ieri, ha organizzato un incontro in biblioteca per parlare di questo ulteriore elemento emerso nell'intricata vicenda legata all'allargamento del centro commerciale sul Parco degli aironi, area di verde pubblico al confine tra Cernusco e Carugate.

Dopo la scoperta il comitato ha subito contattato l'Ordine dei geologi, che ha richiesto la documentazione al Comune di Cernusco e nei prossimi giorni si esprimerà in merito a questa situazione con una relazione. Intanto Cernusco Bene Comune ha chiesto alle autorità di verificare la validità dell'elaborato tecnico.

Il comitato ha parlato di "irregolarità formale" e di "iter procedurale anomalo". Poi ha lanciato un appello ai consiglieri comunali cernuschesi e carugatesi. "Vigilate affinchè la documentazione non venga integrata successivamente, noi abbiamo fatto il possibile", hanno rimarcato Jasmine La Morgia, Fabio Battagion e Sergio Pozzi, relatori nell'incontro in biblioteca a cui hanno partecipato anche altri "no Car", come gli esponenti del comitato "Salviamo il parco degli aironi" e del comitato pro referendum a Carugate.

L'Ordine dei geologi valuterà a breve come muoversi, nel frattempo la consigliera di Carugate Roberta Ronchi ha già annunciato che chiederà "il ritiro della delibera votata in Consiglio a gennaio perché si basa su documenti viziati a monte e che andrebbero tutti ricontrollati". 


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