Cronaca

Trezzo il sindaco Villa lancia la crociata contro la cannabis light

Contro la diffusione dei negozi che vendono prodotti a base di canapa a effetto stupefacente depotenziato e a norma di legge il borgomastro ha redatto un’ordinanza ad hoc.

Trezzo il sindaco Villa lancia la crociata contro la cannabis light
Cronaca Trezzese, 16 Giugno 2018 ore 09:20

Il borgomastro Danilo Villa ha redatto un’ordinanza ad hoc contro la diffusione dei negozi che vendono cannabis light, prodotti a base di canapa a effetto stupefacente depotenziato e a norma di legge.

Il borgomastro e la cannabis light

L'ordinanza è stata pubblicata nei giorni scorsi sull’albo pretorio del Comune e, di fatto, impone a tutti quelli che vorrebbero aprire in città un punto di vendita al dettaglio di materiale, alimentare e non, con contenuto di principio attivo in grado di produrre effetti stupefacenti (Thc) entro i limiti di legge, una serie di vincoli.

Il divieto

Il documento vergato dal borgomastro di fatto, impone a tutti quelli che vorrebbero aprire in città un punto di vendita al dettaglio, l’obbligo di farlo a una distanza di almeno 500 metri da asili, scuole di ogni ordine e grado, luoghi destinati al culto, oratori, centri di aggregazione giovanile o di altri locali atti a finalità educative e socio assistenziali.

Il commento

"Per redigere questa ordinanza mi sono ispirato al regolamento che limita la diffusione delle sale da gioco, atto a contrastare il fenomeno della ludopatia, specialmente fra i giovani", ha detto Villa. " temo infatti che anche questi nuovi prodotti possano indurre i consumatori e, in particolare i minorenni, a un atteggiamento confidenziale con consuetudini percepite come trasgressive e di tendenza. Con il possibile successivo avvicinamento a prodotti dove la Thc supera il limite diventando quindi illegali e pericolosi".

Il paradosso di Villa

Per il sindaco, infatti, la nuova legge che permette la diffusione di questi negozi ha creato un vero e proprio paradosso: «E’ come se dichiarassero illegale gli alcolici e in seguito permettessero la diffusione delle enoteche che servono vino con un livello alcolemico non superiore ai 7 gradi».

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