Due morti

Tram deragliato a Milano: “Nessuna negligenza, svenimento dopo dentista, digiuno e trauma al piede”

Le conclusioni di una consulenza di parte depositata dagli avvocati del conducente indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose

Tram deragliato a Milano: “Nessuna negligenza, svenimento dopo dentista, digiuno e trauma al piede”

“Non sussistono elementi per ricondurre l’accaduto a comportamento illecito, negligente o imprudente” da parte del conducente del tram deragliato il 27 febbraio 2026 a Milano, per cui è stato indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose.

Tram deragliato: cosa dice la consulenza di parte

È la conclusione della consulenza cardiologica e medico-legale di parte, firmata da Andrea Alfonso Finzi e Massimo Levratti e depositata dai legali del tranviere.

Secondo i consulenti, la perdita di coscienza fu “un evento acuto, imprevedibile nelle circostanze e non prevenibile dal soggetto”.

L’incidente provocò due morti e cinquanta feriti

L’incidente, avvenuto in viale Vittorio Veneto, aveva provocato due morti e più di cinquanta feriti. Il tram della linea 9, un nuovo modello Tramlink, aveva saltato la fermata prevista, quindi aveva affrontato lo scambio senza che questo si attivasse, deragliando e finendo contro un edificio.

Svenimento provocato da vari fattori

La conclusione della relazione, di 19 pagine, è che il malore sia riconducibile con “elevatissimo grado di probabilità, prossimo alla certezza” a una sindrome vaso-vagale di tipo misto, vasodepressivo e cardioinibitorio, in sostanza uno svenimento.

Secondo i consulenti, come riporta l’Ansa, la perdita di conoscenza non sarebbe stata causata da una malattia già presente, ma da una combinazione di fattori: una procedura odontoiatrica stressante effettuata nella mattinata del 27 febbraio, il digiuno e un senso di malessere già nelle ore precedenti il turno, quindi il trauma all’alluce subito poco dopo l’inizio del servizio.