Terremoto Amatrice il ricordo: "Svegliati da un boato"

nel secondo anniversario del sisma riproponiamo l'intervista a un allevatore del Comune laziale.

Terremoto Amatrice il ricordo: "Svegliati da un boato"
25 Agosto 2018 ore 16:59

Terremoto Amatrice. Luca Guerrini, 38 anni, vive nella frazione di Faizzone. Lo incontrammo a maggio durante il viaggio con Charity in the world di Peschiera Borromeo, in quanto destinatario di due progetti dell'associazione di volontariato. L'ultimo ha previsto una raccolta fondi per permettergli di acquistare uno strumento agricolo.

Terremoto Amatrice

Nel secondo anniversario della scossa sismica che ha devastato il Centro Italia, ne riproponiamo la testimonianza. Guerrini prima del sisma si occupava solo degli animali e vendeva legna. Ora quest’ultima in zona non ha più mercato e ha dovuto riconvertirsi. Dallo scorso anno coltiva patate, soprattutto, e altri ortaggi.

Il racconto

«Siamo stati svegliati da un boato - ha raccontato insieme ai genitori, con cui vive - Poi c’è stato il rumore dei mobili, dei bicchieri e delle posate. Noi siamo usciti vivi dalla casa, che è crollata con le scosse successive. Fuori era tutto buio. Così siamo andati dai vicini e abbiamo tirato fuori due persone dalle macerie. Intanto alcuni contadini con i trattori erano andati a liberare la strada. I telefoni non funzionavano. Accendevamo le radio per capire cosa fosse successo. Verso le 4 poi, abbiamo sentito un notiziario in cui interveniva il sindaco e diceva che Amatrice non esisteva più".

La ricerca dei familiari

Successivamente, nel corso della giornata erano riusciti a chiamare al telefono la sorella di Luca. Stava bene, ma era bloccata in casa con i due figli perché la scala era crollata. Li hanno tratti in salvo qualche ore dopo.

Il paradosso

La storia dei Guerrini ha un aspetto paradossale. Rimasti senza tetto, nelle due settimane seguenti il 24 agosto, la madre era stata accolta nella tenda allestita nella frazione vicina. Luca e il padre invece, dormivano in auto per rimanere vicino agli animali e alla proprietà. Poi ricevettero da una onlus (la «Via del sale») una casetta mobile che fu sistemata nel giardino. "Mi fu contestata – hanno spiegato – Dicevano che era abusiva. Poi aggiunsero che nell’emergenza però… avrebbero chiuso un occhio".

La ripresa

Più tardi è stata preparata per loro una abitazione, sempre provvisoria, nel suo terreno. Lì mancano tante cose: lo spazio, le comodità di prima. "Il paese non si riprenderà facilmente - aveva proseguito - Negli anni passati di questi tempi arrivavano già molti turisti che frequentavano il nostro territorio. Ora invece non c’è nessuno. I più penalizzati sono i commercianti, che puntavano sulla bella stagione. Per loro adesso è sempre inverno. Non se la passano bene nemmeno elettricisti, idraulici e specialisti in genere. Nelle opere di ricostruzione hanno chiamato infatti personale esterno".

La solidarietà

Gli allevatori sono i primi testimoni di una gara di solidarietà che è stata di grande aiuto alla popolazione: "Pochi giorni dopo il terremoto una associazione francese ci ha montato delle tende - aveva spiegato Luca Guerrini - Sapevano che allevatori e agricoltori non possono abbandonare terre e animali. E così erano organizzati ad aiutarli. Poi ci sono arrivati aiuti di ogni genere".

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L’incognita

Il grande punto di domanda infine, riguarda il futuro. Ora tributi e bollette sono stati congelati, ma tra poco tale beneficio terminerà e non è chiaro cosa succederà: «C’è chi dice che ci rateizzeranno quello che non abbiamo pagato sino a oggi - aveva concluso - Sarebbe un’assurdità. Ci taglierebbe le gambe. Ma è ancora peggio il fatto che nessuno ha detto chiaramente qualcosa in merito».

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