Prese una bottiglia contenente dell’alcol e la svuoto addosso alla compagna. Poi alimentò le fiamme. Per quella brutale aggressione un 38enne di nazionalità marocchina è stato condannato ieri, mercoledì 25 febbraio 2026, a nove anni e quattro mesi di reclusione.
La condanna per la brutale aggressione
Il tentato omicidio avvenne nella notte tra il 27 e il 28 aprile del 2025 a Sesto San Giovanni, all’interno della casa di via Damiano Chiesa dove Younes El Aslaoui e la vittima, che aveva riportato ustioni al petto e all’addome, vivevano assieme, nonostante l’uomo avesse una famiglia nel suo Paese d’origine.
Cosa accadde nell’aprile dello scorso anno
La donna venne soccorsa in strada dal 118 e dai Carabinieri, che arrestarono il 38enne. Il Tribunale di Monza ha riconosciuto le aggravanti del legame affettivo con la vittima, di nazionalità tunisina, e quella della premeditazione, visto che l’imputato aveva annunciato minacciosamente che aveva una “sorpresa” per lei. Venne trasportata al Niguarda con ustioni di primo e secondo grado.
“Mi ha cosparso di alcol e mi ha dato fuoco”
Durante una serata in casa, dopo aver bevuto e ascoltato musica assieme, il nordafricano aveva assunto un atteggiamento violento.
“Mi ha cosparso di alcol i vestiti e mi ha dato fuoco dicendomi che saremmo morti assieme”, aveva raccontato la vittima militari dopo essere riuscita a fuggire. Dopo aver acceso le fiamme, l’uomo le aveva gettato dell’acqua addosso, tappandole la bocca perché non chiedesse aiuto. Il gup del Tribunale, nell’ambito del processo con rito abbreviato, ha riconosciuto una provvisionale a favore della donna pari a 20mila euro. Il pm aveva chiesto una condanna a 14 anni.