Sprar in Martesana, ecco come funzionerà

Non solo accoglienza, ma progetti per l'integrazione effettiva.

Sprar in Martesana, ecco come funzionerà
Martesana, 18 Luglio 2018 ore 10:32

Sta facendo discutere l'iniziativa di cinque Comuni (Cernusco, Bellinzago, Bussero, Cassina e Carugate) di avviare un  bando Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati)  che potrebbe portare in Martesana una decina di migranti.

Sprar, come funziona

Solitamente a settembre e di marzo il ministero dell’Interno indice per assegnare fondi destinati alla gestione dei richiedenti asilo. La partecipazione dei Comuni del distretto prevederà, una volta individuato il soggetto partner, la disponibilità di accoglienza di massimo 10 persone che possiedono lo status di rifugiato suddivise nei territori dei cinque Comuni per un finanziamento stimato di circa 460mila euro su tre anni.

Non solo accoglienza

Se il coordinamento dei Comuni della Martesana con capofila Cernusco sul Naviglio dovesse aggiudicarsi i finanziamenti, questi ultimi saranno utilizzati non solo per l’ospitalità dei rifugiati, ma anche per lo sviluppo di un percorso che prevederà interventi personalizzati per l’integrazione, corsi di alfabetizzazione e scolarizzazione, formazione professionale, tirocini lavorativi.

Prima volta a Cernusco

“Già alla fine del 2015 a Cernusco sul Naviglio si era avviato un percorso di accoglienza insieme ad alcune associazioni del territorio, tra le quali la Caritas cittadina - spiega il vice Sindaco e assessore alle Politiche Sociali e Cooperazione internazionale Daniele Restelli - Esperienze analoghe sono partite anche in altri Comuni del distretto. Allora non si era utilizzato lo strumento dello Sprar ma un coordinamento del Comune con le realtà del territorio che su base volontaria avevano deciso di partecipare al progetto. L’iter che abbiamo avviato oggi, e che ancora non è detto possa essere portato a termine visto che sarà il Ministero a dover decidere se assegnare i finanziamenti o meno, è di altra natura e permette di ottenere più risorse da destinare ai progetti di integrazione, un maggiore controllo e la partecipazione attiva delle amministrazioni locali”.

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