“Mio papà pagherà: ha sbagliato a fare quello che ha fatto, ma non è un mostro. Il giorno della sparatoria continuava a ripetere ‘vedrete che questa sera arrivano’: aveva paura che potessero fargli ancora del male. E temeva anche per me e mia mamma”.
Sparatoria in corte: “Mio padre non è un mostro”
A parlare è Miriam Truscello, la figlia di Carmelo, il 57enne arrestato per il duplice tentato omicidio del 13 febbraio 2026 nella corte di via Torrazza 1, a Brugherio. Che all’origine degli otto colpi di pistola sparati contro un 50enne e un 26enne, padre e figlio (quest’ultimo il più grave) che stavano aiutando una residente di Cascina Torrazza (uscita miracolosamente incolume) a tagliare una grata, ci fosse una difficile situazione di vicinato era emerso sin dall’immediatezza.
Una stratificazione di dispetti, minacce, pedinamenti, atti vandalici e vere e proprie aggressioni fisiche subìte nel corso del tempo che, a detta di Miriam, ha concorso all’esplosione di violenza del genitore.
La spola per far visita al genitore in carcere: “E’ pentito”
Da quando suo padre è recluso fa la spola da Monza (dove è andata a vivere a casa di parenti assieme alla madre, raggiunta dal divieto di dimora a Brugherio e accusata di concorso morale nel duplice tentato omicidio) al carcere Sanquirico.
“È pentito e dispiaciuto per quanto accaduto e continua a chiedere delle condizioni del ragazzo – ha dichiarato la figlia – Vorrebbe andarlo a trovare in ospedale. Ma ogni volta che torniamo a parlare della sparatoria mi dice ‘l’ho fatto prima che lo facessero loro'”.
Le liti con i vicini di casa
Il 57enne non si era mai incontrato prima con i due feriti dai colpi, esplosi con una pistola illegalmente detenuta. Residenti nel Pavese, si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. L’obiettivo della rabbia e del risentimento di Truscello era in realtà la ragazza, i suoi fratelli e i genitori che vivono proprio nell’appartamento al piano terra della corte, accanto a quello dei Truscello.
“Da anni ogni occasione è buona per litigare, ma la situazione è degenerata quando mio papà non ha permesso più di parcheggiare nel cortile un loro camion”, ha detto Miriam.
“E’ stato aggredito due volte”. Ci sono poi gli atti vandalici
Diverse le denunce presentate ai Carabinieri nei confronti dei dirimpettai e di loro conoscenti, l’ultima (per minacce di morte) a gennaio 2026, un mese prima della sparatoria.
“Nel 2024 mio papà, proprio in corte, è stato aggredito con un piede di porco, ed è stato ferito alla testa – ha aggiunto la figlia – L’anno dopo è stato minacciato e affrontato con un bastone dal fidanzato della figlia (nella foto in evidenza), venendo colpito con una testata e inseguito fin quasi dentro casa”.
Nel mezzo i vari interventi dei Carabinieri e la decisione dei Truscello di installare delle telecamere.
“Alla macchina di mia mamma sono state tagliate le gomme davanti alla scuola Don Camagni dove lavora come cuoca”, ha aggiunto.
Quei colpi di pistola
In questo crescendo si è arrivati al 13 febbraio.
“In quel momento non ero in casa – ha proseguito Miriam – I miei hanno sentito un rumore provenire da fuori e hanno acceso le telecamere. A quel punto hanno visto delle scintille. È stata mia mamma a chiamare per prima il 112”.
Quelle scintille erano provocate dal flessibile che il 26enne impugnava per tagliare una piccola protezione sistemata da Truscello.
“Capitava che parcheggiando le auto rompessero i nostri vasi, quindi mio papà ha posizionato quella grata – ha spiegato la figlia – Mia mamma si è accorta che, prima di uscire dalla porta, avesse preso qualcosa da un cassetto. Le si è parata davanti per impedirgli di andare in cortile, ma l’ha spinta via, facendola cadere”.
Pochi istanti dopo gli spari ripresi da altre telecamere.
“Non voglio giustificare mio padre, ma contestualizzare per far capire che era ormai esausto – ha proseguito – Non so come abbia fatto a recuperare quella pistola, ma lo ha fatto quello stesso giorno e per paura. Mia mamma sente ancora il suono dei colpi e continua a dire che quel ragazzo ferito poteva essere suo figlio”.