Chi conosce il sindaco di Brugherio Roberto Assi sa che non parla con una particolare inflessione, che non scommette (“fatico a giocare a carte, figuriamoci”, ha ammesso il diretto interessato) e che, aspetto non secondario, non è propenso a rivolgersi con il tu alle persone estranee, o comunque che non appartengono alla sua cerchia di conoscenze strette.
La truffa telefonica che fallisce per l’accento (sbagliato)
Anche solo questi aspetti hanno concorso a far naufragare un tentativo di truffa telefonica ai danni di un tabaccaio brugherese, messo in atto da un uomo che ha provato a spacciarsi per il primo cittadino. L’esercente, nei giorni scorsi, ha ricevuto alcuni messaggi vocali di WhatsApp alquanto particolari e colloquiali, inviati da un numero di cellulare e con nell’immagine di profilo proprio il volto del sindaco. Chi parlava aveva un marcato accento napoletano e, sostenendo appunto di essere Assi, chiedeva al tabaccaio di scommettere per suo conto, ma a credito.
“Non dirlo però in giro, non deve sapersi – ha detto il truffatore – Poi ti pagherò”.
Gli intenti dell’uomo che si è finto il sindaco
Molto probabilmente, se avesse abboccato, sarebbe poi partito il fuoco di fila di richieste per estorcergli dati personali e sensibili, utili (come spesso avviene nelle truffe telefoniche) ad accedere ai conti bancari, per svuotarli.
“Clonato” il numero fisso del Municipio
L’aspetto forse più preoccupante, però, è un altro. Lo stesso tabaccaio (al momento non è dato sapere se ad altri colleghi sia capitato lo stesso e se qualcuno ci sia cascato) ha anche ricevuto delle telefonate che risultavano da rete fissa, con prefisso 039, scoprendo poi che erano riconducibili al numero del centralino del Municipio, anche se naturalmente non erano effettivamente partite da Villa Fiorita. Insomma, questo “truffatore ludopatico” è riuscito a “clonare” i contatti del Comune.
“Purtroppo capita spesso che questi malviventi riescano a fingere di telefonare da enti o istituzioni per rendere più credibili le loro truffe – ha dichiarato Assi (quello vero) – Per fortuna il tabaccaio non ci è cascato, mettendosi poi in contatto con me, che naturalmente ho smentito di aver cercato di raggiungerlo in alcun modo, specie per fare delle scommesse. Per il profilo di WhatsApp pare che abbia preso una mia recente foto, che era stata scattata in occasione dell’inaugurazione della Casa di comunità del Kennedy”.
E che poi, come molte altre, sono state postate sui canali social. Il primo cittadino ha informato la Polizia Locale dell’accaduto, fornendo al Comando il numero di cellulare utilizzato per inviare i vocali, affinché possano essere svolti ulteriori accertamenti.
Come funziona questo tipo di raggiri
Le truffe basate sulla clonazione o simulazione di numeri sono oggi molto diffuse. Si utilizzano software in grado di far apparire sul display della vittima un numero reale e affidabile. E non è, purtroppo, necessario essere dei “maghi” dell’informatica per utilizzarli. Il primo consiglio resta il più importante: dubitare sempre e fidarsi mai, specie se dall’altro capo del telefono ci si imbatte in un aspirante brianzolo che di brianzolo non ha alcunché. In primis la parlata.