Cronaca

Sesto esce dall'associazione dei Municipi "gay friendly"

La Giunta di Centrodestra cancella l'iscrizione a Re.a.dy, aderendo alla Rete dei Comuni amici della famiglia

Sesto esce dall'associazione dei Municipi "gay friendly"
Cronaca Sesto, 04 Ottobre 2017 ore 14:55

Il Comune di Sesto San Giovanni esce dall'associazione Re.a.dy e aderisce alla Rete dei Comuni amici della famiglia. Una decisione non da poco (e destinata a sollevare polemiche) quella presa dalla Giunta guidata dal sindaco Roberto Di Stefano, che ha "scaricato" l'associazione che al suo interno raggruppa le Amministrazioni comunali "gay friendly", che lottano - come recita la sua stessa mission - contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

Prima venne la "campagna anti-gender"

Una vera "inversione a U" quella intrapresa dal Municipio a guida Centrodestra, che segna un netto distacco dalle scelte che invece aveva preso la passata Amministrazione Chittò. Anche se la notizia era nell'aria già da tempo. Basti pensare alla "campagna anti-gender" che, negli anni passati, aveva visto tra i protagonisti più agguerriti la lista civica Sesto nel Cuore, allora in minoranza, oggi, invece, in maggioranza e in Giunta.

"La famiglia è il nucleo naturale della società"

Non a caso, a giustificare la scelta di questo "cambio in corsa" è stato il vicesindaco (ed massimo esponente del Polo civico) Gianpaolo Caponi. "Ritengo importantissima questa adesione - ha commentato il membro della Giunta che ha tra le sue deleghe anche quella alla Famiglia - Consideriamo prioritario affermare che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta. Si rende quindi necessario parlare di politiche con le famiglie e non per le famiglie attraverso un approccio che superi l’attuale prevalentemente assistenzialistico. La famiglia ha bisogno di essere posta al centro con un ruolo attivo per essere essa stessa una sana risorsa per il bene comune e le si deve riconoscerle il ruolo di produttore di welfare e non di mero consumatore di servizi sociali. Da sempre mi batto su questo versante per ridare importanza al ruolo della famiglia e per costituire buone pratiche che favoriscano l’interazione tra Amministrazioni comunali e i diversi soggetti del territorio".

Più figli hai, meno tasse paghi

Parole a parte, sul tavolo ci sono già alcune strategie da seguire. Verrà sperimentato, ad esempio, il progetto "La famiglia porta-Valori", per portare avanti "il Fattore Famiglia (la scala di equivalenza integrativa all'Isee), la tariffazione sociale dei servizi, lo sviluppo dei Gruppi di acquisto familiare e la partecipazione alle attività di fundraising realizzate attraverso la Rete dei Comuni amici della famiglia", ha aggiunto Caponi. Attività di certo meritevoli, che non nascondono però che dietro la fuoriuscita da Re.a.dy ci sia una precisa scelta politica, se non ideologica.

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