Cronaca
Due arresti

Scoperte due "fabbriche" della droga: sequestrati 715 chili di hashish, marijuana e cocaina

Blitz in capannoni, appartamenti e box di Vignate, Pessano con Bornago e Agrate Brianza. Il maxi bilancio delle operazioni dei Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni.

Cronaca Martesana, 04 Ottobre 2021 ore 12:32

Scoperte due "fabbriche" della droga: sequestrati 715 chili di hashish, marijuana e cocaina. Blitz in appartamenti, box e capannoni di Vignate, Pessano con Bornago e Agrate Brianza. Il maxi bilancio delle operazioni eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni: trovati anche un'arma e 82mila euro in contanti.

Scoperti due magazzini della droga, uno in Martesana: due arresti

In tre giorni, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Sesto San Giovanni, al termine di due distinte operazioni, hanno sequestrato circa 715 chili di sostanza stupefacente, un’arma e denaro contante per un valore complessivo di 82mila Euro.

La prima operazione

La prima operazione, condotta nel pomeriggio di mercoledì 29 settembre 2021 , ha portato all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di arma comune da sparo di un italiano classe 1980, incensurato, residente in provincia di Milano. I Carabinieri, ricevute diverse segnalazioni su movimenti sospetti che avvenivano nella zona industriale di Agrate Brianza, hanno eseguito diversi servizi di osservazione e controllo in zona, raccogliendo elementi che riscontravano quanto segnalato. Nel primo pomeriggio, quindi, i militari hanno deciso di intervenire in un complesso di capannoni. Irrompendo all’interno di uno dei locali industriali, hanno trovato l’uomo, G.C., intento a sigillare e inscatolare diverse confezioni di hashish e marijuana.

Il capannone è apparso sin da subito un vero e proprio laboratorio della droga, con macchinari per l’essiccazione della sostanza stupefacente, presse per il confezionamento e altri dispositivi utilizzati per la termosigillatura in sottovuoto delle confezioni, oltre che per la produzione, in serie, anche di spinelli. Il peso totale delle confezioni di stupefacente rinvenute all’interno del capannone è di circa 500 chili di hashish e 23 di marijuana. Venivano rinvenuti inoltre, nella disponibilità dell’arrestato, anche 25mila euro circa in contanti e numerosi mazzi di chiavi, tra le quali vi era quella di un box auto nel Pessano con Bornago, ove i militari rinvenivano, oltre a ulteriori confezioni di hashish e marijuana, anche della cocaina, confezionata sottovuoto, per un peso totale di poco più di un chilo, e una pistola revolver 357 magnum perfettamente conservata e funzionante, dotata del relativo munizionamento, illegalmente detenuta dall’uomo.

La seconda operazione

Venerdì 1 ottobre 2021, invece, la seconda operazione anch’essa nata dalla segnalazione di alcuni movimenti sospetti in una zona residenziale sempre di Pessano con Bornago. Anche qui i militari, dopo vari servizi di osservazione finalizzati a riscontrare le segnalazioni ricevute, si sono concentrati su un italiano, U.M., classe 1979, anch’egli, come il primo, incensurato e residente in provincia di Milano.

Dopo aver agganciato e seguito il soggetto, i Carabinieri decidevano di controllarlo, rinvenendo a bordo dell’autovettura, due panetti di hashish e diversi mazzi di chiavi, uno dei quali riconducibile a un capannone sito nella zona industriale di Vignate, capannone apparentemente non riconducibile al soggetto fermato. Proprio questa circostanza portava i militari ad approfondire il controllo presso quello stabile, all’interno del quale venivano trovate, stipate sia in alcuni trolley che in alcune casse di plastica chiuse con dei lucchetti, numerose confezioni di sostanza stupefacenti, per un peso complessivo di 114 chili di hashish e 78 di marijuana. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso ai militari di recuperare anche del denaro contante, per un valore totale pari a circa 57mila Euro.

Due arresti

Entrambi i soggetti (le cui attività criminali parrebbero non collegate tra loro) una volta arrestati non hanno riferito nulla ai militari circa la provenienza della sostanza, né in relazione alla disponibilità delle ingenti somme di denaro. Entrambi sono stati condotti in carcere: il primo a Monza e il secondo a San Vittore, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che coordinerà le indagini finalizzate in primis a cercare di capire se c'è qualche collegamento tra i due soggetti e le rispettive attività, e poi a ricostruire la filiera della coltivazione, produzione, e vendita della sostanza stupefacente.

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