Ha preso la tessera

Salvini a Sesto per l’entrata del sindaco nella Lega

Bagno di folla e di militanti (anche dalla vicina Cologno Monzese) per l'ex ministro dell'Interno

Salvini a Sesto per l’entrata del sindaco nella Lega
04 Agosto 2020 ore 13:26

Matteo Salvini a Sesto San Giovanni per l’entrata del sindaco Roberto Di Stefano nella Lega. Bagno di folla e di militanti (anche dalla vicina Cologno Monzese) per l’ex ministro dell’Interno.

Matteo Salvini a Sesto per un nuovo “tesserato vip”

“Il mio ingresso nella Lega di Matteo Salvini è il coronamento di un percorso naturale ed è perfettamente coerente con le scelte politiche dell’Amministrazione comunale”. Questo il primo commento a caldo del primo cittadino di Sesto, eletto nel 2017 con una coalizione di centrodestra che al secondo turno aveva ottenuto anche l’appoggio di una coalizione civica, poi in parte fuoriuscita e in parte, invece, diventata componente strutturale della maggioranza. Uomo di Forza Italia, certo. Tuttavia Di Stefano non aveva nascosto alcuni anni fa di non avere da tempo la tessera del partito di Silvio Berlusconi. Ora la scelta di entrare nella Lega, dopo un passo identico compiuto in precedenza dalla compagna Silvia Sardone, anche lei ex forzista e ora europarlamentare lumbard.

La “investitura da leghista” di Di Stefano è avvenuta oggi, martedì 4 agosto 2020, nella “sua” Sesto, in via Marzabotto, a poche centinaia di metri da una Cologno Monzese che si sta avvicinando alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre. A partecipare all’incontro di oggi non a caso era presente una nutrita delegazione di leghisti colognesi. Tra loro l’assessore all’Istruzione Dania Perego e il collega di Giunta Simone Rosa.

matteo salvini lega cologno
Matteo Salvini con la delegazione colognese della Lega “in trasferta” a Sesto San Giovanni

“Leghista sì, ma anche riformista”

“Ho un’identità riformista: questo significa che, a differenza di quello che dice qualcuno, nella Lega c’è una tangibile e forte componente moderata – ha aggiunto Di Stefano – La Lega è il partito che più di tutti sa ascoltare i cittadini, comprendere le loro esigenze e offrire soluzioni pratiche e concrete. Ringrazio Matteo Salvini, con cui la sintonia è massima”.

Nel 2017 aveva strappato il governo di Sesto alla sinistra, che amministrava la città da 72 anni consecutivi. “Non è un caso che oggi siamo qui, in via Marzabotto, quartiere popolare dove gli ex sindaci rossi non si vedevano mai, sordi alle richieste dei cittadini – ha proseguito il sindaco di Sesto – Noi abbiamo rifatto il porticato, trovato i fondi per la scuola, approvato un progetto di riqualificazione della piscina, realizzato un impianto fognario, rifatto le strade, piantato nuovi alberi. Noi siamo quelli del fare, dei fatti al posto delle parole, senza false promesse e senza perdere tempo”. Poi ha rivendicato i risultati ottenuti. “Sesto era la città più insicura dell’hinterland, ora la musica cambiata e la situazione si è ribaltata: per fare alcuni esempi le rapine sono diminuite del 36% e le violenze sessuali del 50%. Deteniamo il record di allontanamenti-daspo in tutta Italia: oltre 700. La Polizia Locale non la impieghiamo solo per fare la multe, con noi gli agenti stanno sul territorio, fanno indagini, pattuglioni ed eseguono arresti”.

Sulla questione delle case popolari, “chi si mette in graduatoria e dimostra di avere tutti i documenti in regola può ottenere la casa. Negli ultimi mesi la magistratura si è espressa sulla questione con diverse sentenze, alcune favorevoli e altre contrarie, ma senza nessuna paura io rivendico il diritto delle case popolari prima agli italiani, ai sestesi che per anni hanno contribuito alla crescita della città. A sinistra hanno il coraggio di dire che questo è razzismo, invece è semplice buonsenso: sono loro a discriminare gli italiani”. C’è poi il tema mai naufragato della cosiddetta “grande moschea”, al centro di un lungo e intricato braccio di ferro tra Amministrazione e comunità islamica locale. “Pd e compagni vogliono ancora trasformare Sesto nella Mecca d’Italia: una follia che avevamo promesso di stroncare in campagna elettorale e per cui abbiamo mantenuto gli impegni presi – ha concluso Di Stefano – Sesto è dei sestesi, non di chi si è dimostrato inadempiente e si appoggia su fondi oscuri”.

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