"nuova normalità"

Ricominciano le Messe, tra attesa e misurazione della febbre FOTO VIDEO

Alla ripresa delle funzioni c'è chi misura la febbre e chi resta a distanza.

Ricominciano le Messe, tra attesa e misurazione della febbre FOTO VIDEO
Martesana, 19 Maggio 2020 ore 08:14

Anche nell’Adda Martesana ieri, lunedì 18 maggio 2020, è stato il giorno della ripresa delle funzioni religiose. In attesa del fine settimana, quando ci saranno senza dubbio le Messe più affollate, è iniziato una sorta di “banco di prova”.

Lunedì 18 maggio, riprese le Messe. A Rodano si misura la febbre

Una dozzina di persone a Rodano, dove don Paolo Pupillo con l’utilizzo di un termoscanner ha misurato la febbre ai fedeli.

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A Gorgonzola in tanti attendevano la ripresa

A Gorgonzola la comunità dei fedeli attendeva da tempo la possibilità di tornare in chiesa per partecipare alla Messa. Lo ha dimostrato il numero di persone che ha partecipato alle tre celebrazioni di lunedì nella parrocchiale dei Santi Protaso e Gervaso (alle 7, 9 e 18.30), decine di gorgonzolesi sino ad arrivare a circa un’ottantina. All’ingresso un addetto distribuiva il numero perché, come è stato stabilito, i posti sono limitati (200 a San Protaso e Gervaso divisi tra 176 in chiesa e 24 in Trinità, 104 a San Carlo e 183 in Sala Argentia).

“In questi due mesi ho assistito alle funzioni del Papa in televisione – ha detto Luigi Parigi – Tornare nella nostra casa del Padre è stato bello anche se diverso rispetto al solito a causa delle regole da rispettare. Però almeno si sono potuti celebrare gli anniversari delle persone care scomparse e le Messe in memoria di chi ci ha lasciato da poco”. Gli ha fatto eco la figlia Laura: “E’ stato strano essere presenti in tanti ma a distanza e con le mascherine – ha commentato – Anche l’Eucarestia consegnata a mano ha sottolineato la differenza rispetto al solito, ma siamo contenti di poter tornare a partecipare”. Della stessa opinione Pierino Romanelli, uno dei circa ottanta presenti alla Messa delle 18.30. “Abbiamo osservato tutte le indicazioni, dal rispetto dei posti all’utilizzo del gel per igienizzare le mani – ha sottolineato – Questo è un luogo di raccoglimento e per noi è importante poter essere presenti anziché seguire le cerimonie in streaming”.

Maria Grazia, una delle segretarie parrocchiali, ha confermato quanto i gorgonzolesi tengano a rivedere i componenti della propria comunità. “A ogni funzione c’erano decine di persone – ha detto – Chiunque ha potuto ha approfittato della possibilità di entrare in chiesa per condividere, anche a distanza dagli altri, la propria fede. Dovremo abituarci alla differente modalità di partecipazione ma, come abbiamo fatto per effettuare la spesa o spostarci sul territorio, ci adatteremo anche a questo pur di celebrare il Signore insieme”.

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A Vaprio

“Non vedevamo l’ora di poter tornare a Messa”. E’ questa l’opinione più diffusa tra i fedeli che martedì mattina hanno assistito alla celebrazione nella cappella dedicata alla Madonna di Lourdes che da anni accoglie le celebrazioni feriali. A pensarla così c’è anche Pinuccia che oltre a essere una fedele si occupa anche dell’accesso dei parrocchiani nella chiesetta:  “Abbiamo organizzato dei turni – ha spiegato – Accompagniamo i fedeli in chiesa e diamo loro le indicazioni da seguire. Ci mancava la partecipazione alla Messa. Non credo che gli accorgimenti adottati per l’epidemia abbiano cambiato qualcosa nel sentimento dei fedeli, anzi.  All’ingresso dell’edificio religioso c’è il liquido igienizzante per le mani mentre all’interno i fedeli devono stare distanziati tra loro e seduti. Alla fine di ogni celebrazione due parrocchiane volontarie procedono con la sanificazione dei banchi. Sono Maria e Cornelia. “Era da tempo che aspettavamo di poter assistere nuovamente alla Messa – hanno spiegato – Poi puliamo tutto, sia al mattino sia alla sera. “In questo periodo guardavano la Messa in tv – ha aggiunto Cornelia – Va bene, ma non è la stessa cosa”. Sul ritorno dei fedeli all’Eucarestia si è espresso anche il parroco don Giuseppe Mapelli. “Fedeli ce ne sono ancora pochi – ha osservato – Soprattutto i più anziani hanno paura a uscire. Credo che però la celebrazione sia sentita come sempre, anche con gli accorgimenti che abbiamo dovuto adottare, ma credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo perché torni l’affluenza di prima”.

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Grezzago

Finché il bel tempo reggerà a Grezzago la Messa si svolgerà spesso all’aperto, nel cortile situato di fronte al campo di calcio dell’oratorio. Quella delle 8.30 di questa mattina, martedì 19 maggio 2020, è stata officiata don Gianluca Redaelli e dal vecchio parroco don Giuseppe Sala.  Erano Presenti una ventina di fedeli seduti sulle sedie ben disposte al centro del cortile per rispettare le norme anticontagio. In ogni modo anche la chiesa è stata predisposta all’evenienza il fatto di celebrare la Messa all’aperto è solo una ulteriore precauzione adottata dai sacerdoti. “Assistere alla funzione dal vivo è sicuramente diverso che seguirla in televisione”, ha ammesso Luciana Bonanomi. E alle sue parole hanno fatto eco quelle di Rosy Solcia: “Un po’ alla volta dobbiamo riabituarci a tutto. Questa modalità al momento preclude quel momento di convivialità che c’era ogni volta che si andava a Messa”.

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Cambiago

A Cambiago la chiesa di San Zenone è stata allestita secondo le prescrizioni della Cei. Posti a sedere distanziati sulle panche, igienizzante all’ingresso ed entrate e uscite differenziate. “Non ricevevo la Comunione da oltre due mesi e quando l’ho fatto oggi mi sono commossa – ha ammesso Luisa Galimberti – Sinceramente è stata un’emozione inaspettata. E non sono l’unica che ha provato questa sensazione. Per il resto ci siamo affidati alle parole del Papa, ovvero è necessario rispettare le prescrizioni che ci sono state date per custodire la salute di tutti”. Per Tiziana Sanvito partecipare alla funzione è stato il primo evento dopo un lungo isolamento casalingo. “Assistere a una funzione in televisione non sarà mai come farlo dal vivo – ha ammesso – Così si percepisce la comunione spirituale del popolo cristiano. Cantare insieme gli inni è un po’ come rinascere a nuova vita”.

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