Restare umani come messaggio di pace. Intitolato un parco a Vik Arrigoni

Intitolato il parco di via Bizet a Pioltello al volontario e pacifista Vittorio Arrigoni deceduto in Palestina.

Restare umani come messaggio di pace. Intitolato un parco a Vik Arrigoni
Martesana, 09 Maggio 2019 ore 12:37

Il messaggio di Vittorio Vik Arrigoni era di restare umani anche là dove ogni umanità era ormai andata perduta. Un insegnamento che continuerà a vivere a Pioltello grazie all'intitolazione del parco di via Bizet.

Un parco per restare umani

Oggi, giovedì 9 maggio, è stato intitolato il parco alla memoria di Vittorio Arrigoni, cooperante internazionale e volontario che ha trovato la morte nel 2011 per mano dei terroristi salafiti mentre si trovava a Gaza, in Palestina. Fu l'unico italiano presente nel 2008 a Gaza quando Israele lanciò l'operazione "Piombo Fuso" che provocò centinaia di vittime e ferite. Proprio in quell'occasione per la prima volta elaborò il concetto di "Restare umani", diventato il suo mantra e di coloro che continuano la sua opera di promozione della pace anche dopo la sua morte. Proprio la Retre per la Pace di Pioltello ha proposto all'Amministrazione comunale di intitolare un parco alla sua memoria.

Ragazzi a lezione dalla madre

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Prima della tradizionale inaugurazione e prima di svelare la targa, insieme al sindaco Ivonne Cosciotti ha parlato anche Egidia Beretta, madre di Arrigoni. La donna ha ricordato l'importanza del gesto che si stava compiendo, inteso come unico modo per mantenere viva la memoria non tanto del figlio quanto del messaggio da lui veicolato. Da questo punto di vista importante la presenza di un nutrito numero di studenti dell'Istituto comprensivo Mattei - Di Vittorio, ragazzi delle medie e delle elementari che già in mattinata avevano avuto l'occasione di conoscere la vita del volontario attraverso i ricordi della madre.

Pensieri e parole

"Vittorio ripeteva sempre che dobbiamo vedere la Palestina anche fuori dall'uscio di casa - ha detto la donna - Il compito di ciascuno di noi è quello di essere vigli, presenti, ma soprattutto di non smettere mai di sognare e di coltivare le proprie aspirazioni". Anche gli studenti hanno voluto dare il proprio contributo attraverso striscioni, cartelloni e un pensiero letto in inglese e in italiano.
Prima di svelare la targa, che ha destato grande emozione e commozione da parte della madre, c'è stata un po' di confusione per un bambino che ha accusato un leggero malore. Subito soccorso dai docenti , dai carabinieri, dalla Polizia Locale e dalla Protezione civile, il piccolo si è ripreso immediatamente senza grossi problemi.

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