Rapina da 30mila euro in gioielleria a Segrate, due arrestati VIDEO

Avevano rinchiuso i titolari nel retrobottega.

Martesana, 03 Febbraio 2020 ore 14:00

In trasferta da Napoli  nella mattinata del 18 maggio 2019 avevano rapinato la storica gioielleria Pelagatti di via Roma a Segrate, dalla quale erano fuggiti con un bottino di trentamila euro. Ora sono finiti in carcere grazie alle indagini dei Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese (guidata dal maggiore Antonio Ruotolo) condotte dal tenente Valerio Azzone e probabilmente non usciranno tanto presto visto che entrambi hanno precedenti per rapina ed estorsione e che gli uomini dell’Arma sono convinti facciano parte di una banda che ha messo a segno diverse rapine  in tutta Italia. Una probabilmente a Pesaro Urbino e un’altra a Follonica. Proprio per quest’ultima uno dei banditi si trovava in carcere quando è stato raggiunto dall’ordine di custodia cautelare mentre l’altro era agli arresti domiciliari. Ora sono entrambi dietro le sbarre.

Rapina in gioielleria a Segrate, due arresti

In occasione del colpo messo a segno a Segrate un banditi era entrato distraendo la titolare, fingendo di voler vendere un braccialetto con diamantini. A quel punto era entrato in azione il complice armato di pistola. Sotto la minaccia delle armi la donna fuggì nel retrobottega, dove venne spinto anche il marito. I due malviventi dopo averli rinchiusi, avevano arraffato  i gioielli e poi erano fuggiti a bordo di una Fiat Uno rubata pochi giorni prima nella bergamasca.
Durante la fuga avevano incrociato però un’auto della Polizia Locale. Abbandonano quindi la Fiat Uno erano scappati a piedi riuscendo a far perdere le loro tracce. Sull’auto però erano rimasti i passamontagna e alcuni indumenti dai quali viene estratto il dna che è servito a incastrarli e costituirà senza dubbio una prova importante al processo.
A finire in carcere Luigi Alamaro, classe 1991, originario di Secondigliano e Domenico Tavano, classe 1983, di Melito che erano stati già arrestati a gennaio (con una complice) dopo il colpo messo a segno a Follonica nel marzo 2019. Stamattina, lunedì 3 febbraio 2020, sono stati raggiunti dal nuovo ordine di custodia cautelare.
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