Intervista

Radio Caterina: la radio libera dei soldati italiani prigionieri nei lager

Domani, mercoledì 22 aprile, la presentazione del libro della scrittrice pioltellese Fiorenza Pistocchi: un romanzo tratto dalle storie degli Imi, gli Internati militari italiani nei campi di lavoro nazisti

Radio Caterina: la radio libera dei soldati italiani prigionieri nei lager

Una vicenda poco conosciuta e ancor meno raccontata. Non fantasia, ma una delle pagine più oscure del Novecento. Il romanzo diventa dunque la chiave per avvicinare il lettore, coinvolgerlo e fargli scoprire la storia degli Internati militari italiani, ossia i soldati che dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 furono catturati e deportati dai Nazisti nei campi di lavoro.
A raccontarla la penna della scrittrice pioltellese, ex docente e già assessore alla Scuola e alla Cultura, Fiorenza Pistocchi. Un’autrice che più volte si è trovata a parlare della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, raccontando i partigiani pioltellesi o i treni che sferragliavano lungo i binari della Martesana diretti ai campi di sterminio. Stavolta il punto di partenza è una radio. “Caterina”, per l’appunto, la protagonista del libro che sin dal nome la celebra come se fosse un personaggio “Caterina radio clandestina”.

Come nasce questo libro?

La Giornata degli Imi, che si celebra il 20 settembre, è stata istituita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso anno. Prima la storia di questi soldati che resistettero alla Repubblica di Salò e ai Nazisti scegliendo la prigionia era poco nota. Anche perché erano gli stessi internati, una volta rientrati a casa, ad aver poca voglia di parlare dei soprusi che avevano vissuto. Il mio primo incontro con gli Imi è stato durante il lavoro di ricerca che avevo fatto sulla figura del pioltellese Fausto Cibra. Dopo di lui mi sono imbattuto in altre storie e, piano piano, le loro vite mi hanno completamente coinvolto.

Perché una radio come protagonista?

Oggi la radio è un oggetto di compagnia, desueto per i giovani che utilizzano le piattaforme per ascoltare musica e podcast. Ma all’epoca per questi internati fu l’unico legame che li univa alla libertà. Mi sono imbattuta nel “Diario clandestino” di Giovannino Guareschi in cui raccontava di “Caterina”, la radio che gli internati avevano costruito di nascosto durante la prigionia nel campo Sandbostel. Approfondendo le mie ricerche ho trovato altri riferimenti a questo apparecchio, costruito con materiali di fortuna come il liquido dei sottaceti per creare l’acido giusto per far funzionare la batteria. Unendo i fili ho scoperto che altri personaggi, che successivamente sono diventati famosi in Italia in vari settori, si trovavano nello stesso periodo nello stesso campo di lavoro. Così ha preso il via il racconto.

Storia, ma anche romanzo

Esattamente. I fatti raccontati sono tutti realmente accaduti, così come il contesto in cui si sono svolti. La narrazione è romanzata, con la figura di Francesco che è l’unico personaggio di fantasia, un escamotage letterario che lo pone come narratore della storia. Una figura inventata, certo, ma che ho “costruito” basandomi proprio sul pioltellese Fausto Cibra.

Qual è l’importanza dei romanzi storici?

Si tratta di un filone narrativo che rappresenta un modo per tenere salda e viva la memoria, non in maniera cattedrale come potrebbe fare un saggio o un libro di storia, ma piacevole e discorsiva. Ancora oggi ci sono tanti insegnanti della Martesana che mi scrivono che utilizzano i miei libri per raccontare agli studenti episodi della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, permettendo alle nuove generazioni di farsi coinvolgere da fatti che, altrimenti, neanche conoscerebbero. Penso che raccontare la memoria di episodi storici così significativi in maniera un po’ più leggera non significhi svilirla, ma renderla più leggibile per tante persone.

Il libro, edito da Neos edizione, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Pioltello, di Noli, dell’Anpi e della sezione di Milano dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned). E proprio presso la biblioteca di piazza dei Popoli, domani, mercoledì 22 aprile 2026,  alle 20.30, si terrà la prima presentazione ufficiale del romanzo.

Mai come oggi diventa fondamentale conoscere e preservare la memoria, come insegnamento per non ripetere gli errori del passato – ha commentato Marta Gerli, assessore alla Biblioteca – Anche per questo come Comune di Pioltello abbiamo patrocinato con piacere e orgoglio questo libro di Fiorenza